Un importante regime italiano di aiuti di Stato pari a 23 miliardi di euro destinato a sostenere la produzione di elettricità da fonti pulite. E’ quello approvato ieri da Bruxelles nell’ambito degli obiettivi comunitari che vedono l’Unione europea in marcia verso un’economia a emissioni nette pari a zero e il raggiungimento dei target sulle energie rinnovabili fissati per il 2030.

Il nostro paese, specie nell’attuale crisi dovuta alla guerra degli Usa contro l’Iran, sta continuando a tessere le relazioni internazionali per garantire a famiglie e imprese l’energia necessaria attraverso l’approvvigionamento d risorse fossili, tuttavia non rinuncia alle scelte che guardano al futuro, anche in questo strategico comparto.

Col nuovo regime da 23 miliardi di euro, «l’Italia sosterrà la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili a partire da varie tecnologie, come l’energia eolica onshore, l’energia solare o l’energia idroelettrica, al fine di conseguire gli obiettivi del patto per l’industria pulita», ha spiegato Teresa Ribera, vicepresidente esecutiva della Commissione europea per una Transizione pulita, giusta e competitiva. «Il regime – ha poi aggiunto – aiuterà l’Italia a ridurre la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili e ad aumentare la quota di energie rinnovabili».

Gli aiuti saranno concessi sulla base di una procedura di gara «trasparente e non discriminatoria, in cui i beneficiari presenteranno un’offerta sul prezzo di esercizio necessario alla realizzazione di ogni singolo progetto», viene dettagliato dalla sede della Commissione. Sotto il profilo operativo operativo, l’incentivo economico verrà erogato con un regime premiale per ogni kilowattora prodotta e immessa nella rete elettrica nazionale, calcolato sulla base del meccanismo del prezzo di esercizio (detto strike price). Il sistema prevede che se il prezzo di mercato dell’elettricità scende al di sotto dello strike price stabilito, lo Stato versa la differenza finanziaria al produttore per garantirgli la sostenibilità dell’investimento, mentre se il prezzo di mercato supera tale soglia, è il produttore stesso a dover restituire l’eccedenza monetaria allo Stato.

L’accesso ai benefici seguirà infine due percorsi distinti: gli impianti eolici e solari con una capacità superiore a 1 MW dovranno partecipare a procedure competitive e aste separate, mentre gli impianti di taglia inferiore a 1 MW potranno accedere direttamente ai benefici del regime senza l’obbligo di alcuna gara.

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