C’è attesa per il vertice Nato che si terrà questa settimana a Washington per celebrare i 75 anni della compagine e sancire il passaggio di consegne fra Stoltenberg e il successore Rutte. Sono previste delegazioni australiane, giapponesi e sudcoreane. La speranza è che attraverso il Quad, il gruppo di coordinamento che unisce Usa, Australia, Giappone e India, anche Nuova Delhi sia alla fine coinvolta in un’azione di pacificazione globale. Tuttavia Modi, appena riconfermato primo ministro, finora si è saputo gestire in un non facile gioco di equilibrismi tra Cina, Stati Uniti e Russia, ma non è scontato che riesca ancora nell’impresa. Preme infatti all’interno dell’opinione pubblica indiana la componente nazionalista, ma soprattutto l’amicizia con la Cina potrebbe farsi soffocante.

Al Vertice Nato non ci sarà la presidente uscente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, impegnata a Bruxelles nelle frenetiche consultazioni che dovrebbero, secondo le sue aspettative, garantirle di restare al vertice della Commissione giovedì prossimo, quando è previsto il voto a Strasburgo.

Sono in tanti, a questo punto, a fare un po’ di calcoli sulle possibili maggioranze. Mentre Matteo Salvini ribadisce il suo NO ad un Ursula-bis, trasferendo la Lega nel nuovo gruppo dei Patrioti di Orban, i sostenitori della von del Layen cercano di mettere insieme i 361 voti necessari per la rielezione. Sulla carta ci sarebbero già 400 voti, cioè la somma di Ppe, S&D e Renew Europe, ma si stima un tasso di franchi tiratori del 10-15%, che potrebbero annidarsi soprattutto nei ranghi del Ppe. Di conseguenza occorre cercare altri sostegni esterni alla maggioranza ‘ufficiale’.

Sembra escluso che la presidente incontri oggi il gruppo dell’Ecr, spiegano fonti parlamentari, mentre lei stessa ha dichiarato che non ci sarà alcun dialogo con i Patrioti di Orban e Salvini (di cui, lo ricordiamo, il generale Roberto Vannacci è già stato eletto vicepresidente). In ogni caso, la decisione se votare settimana prossima o nella plenaria di settembre è stata demandata a lei: deciderà in base ai voti che è riuscita a procurarsi, sulla carta. Intanto domattina incontrerà la presidente del Parlamento, Roberta Metsola, mentre il calendario dovrebbe essere deciso dopodomani, nella conferenza dei presidenti dei gruppi politici. L’ultima parola sul calendario, comunque, spetta sempre l’Aula: il calendario definitivo viene deciso lunedì pomeriggio a Strasburgo, all’apertura dei lavori. 

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