
La notizia è di queste ultime ore: Vladimir Putin ha accettato la proposta di Emmanuel Macron su nuovi colloqui per porre fine alla guerra in Ucraina.
Era stato nelle concitate ore dell’intesa in Ue sul debito comune per sostenere l’Ucraina che Emmanuel Macron aveva spiegato la posizione della Francia: in caso di fallimento della mediazione americana in Florida, sarebbero stati gli europei a dover parlare con il Cremlino.
Un passaggio che, a sorpresa, ha trovato una pronta risposta proprio a Mosca. «Putin è pronto al dialogo», ha annunciato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov.
Ma cosa c’è dietro la mossa del leader russo?
Secondo alcuni analisti di geopolitica, Mosca verserebbe in difficoltà finanziarie senza precedenti. La vendita forzata di uno dei grattacieli simbolo della capitale russa ne sarebbe l’esempio più emblematico. La Reuters ha rivelato che il governo ha ordinato alle Ferrovie russe (Rdz) di vendere un grattacielo da 62 piani parte delle Moscow Towers. La decisione sarebbe maturata nel corso di una recente riunione del Cremlino per sostenere il monopolio statale ferroviario, cercando così di ripianare almeno in parte il massiccio debito del gruppo.
Il magnifico grattacielo messo in vendita fa parte del distretto finanziario di Mosca, Moscow City, dove edifici altissimi sfidano i progetti più futuristici e ambiziosi del mondo. Qui c’è il vero cuore degli affari di tutto il Paese, compresa la sede delle maggiori aziende russe e delle multinazionali straniere. Di qui la decisione di Rdz di trasferire la sua sede nel distretto finanziario della capitale, acquistando l’edificio nel 2024, solo un anno fa.
Va detto che le Ferrovie russe sono determinanti nell’economia della nazione, occupano più di 700.000 dipendenti e decidono le sorti di gran parte del commercio attraverso il trasporto merci. Così come molte aziende russe, anche Rdz è stata duramente colpita dal crescente e incessante sforzo bellico. Il debito nazionale e l’aumento dei tassi di interesse hanno messo in ginocchio il gruppo, che ha accumulato un debito da 50 miliardi di dollari.
La vendita del grattacielo, stando agli analisti, inciderebbe solo marginalmente sul debito miliardario di Rdz, ma è ritenuta indispensabile per limitare le conseguenze sul commercio, già stremato dal contesto attuale. «Un progetto quasi disperato – commentano gli analisti – per contenere la rovina del gruppo ferroviario evitando colpi ulteriori al Paese».





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