
E’ stato un vertice dal sapore quasi epocale, quello che il PSE ha tenuto ad Amsterdam lo scorso 17 ottobre.
I socialdemocratici europei si sono riuniti per definire il futuro del loro movimento Il PSE attualmente riunisce i partiti di centro-sinistra nazionali di tutta Europa, tra cui il Labour britannico, l’SPD tedesco e il Partito Democratico italiano.
Questo vertice del Partito del Socialismo Europeo (PSE), l’organizzazione dei partiti socialdemocratici europei, arriva in un momento di declino elettorale in tutta l’Unione europea: i leader socialisti detengono il potere solo in 3 dei 27 Stati membri. L’incontro, spiegano gli osservatori, è stato anche un’occasione per cercare di colmare le divisioni crescenti, dal momento che il partito è sempre più spaccato lungo linee regionali su temi come migrazione, diritti LGBT e difesa. I membri del Sud sostengono un approccio umanitario sulla migrazione, mentre i partiti del Nord spingono per regole più severe. Nell’Europa centrale e orientale, alcuni gruppi stanno invece virando verso una retorica più conservatrice. Il PSD romeno, per esempio, intende sostituire il termine “progressismo” nel proprio programma politico con “valori nazionali, religiosi e tradizionali”.

«Sul tema delle migrazioni – osserva Renato d’Andria, per anni segretario nazionale del PSDI – non si può non condividere la linea politica del governo italiano che, con una serie di misure, ha già salvato migliaia di vite umane dai ricorrenti naufragi che avevano trasformato in un cimitero il Mar Mediterraneo». «D’Altra parte – aggiunge l’ex segretario d’Andria – mi pare che dentro il PES vi sia stata finora una linea politica ondivaga e le spaccature di questi giorni lo confermano. Abbarbicarsi a principi dettati solo da vecchie e superate ideologie non fa bene al Socialismo Democratico. Il governo UE del commissario Von Der Leyen sta mostrando falle in più punti, a cominciare dagli estremismi sul green, o quelli sulle auto elettriche che giovano solo alla Cina, produttrice delle batterie».
«Per rilanciare i valori autentici della Socialdemocrazia in Europa – conclude d’Andria – occorre guardare alla realtà con occhi scevri da condizionamenti ed appartenenze politiche preconcette, solo così sarà possibile riconquistare, in Europa ed ovunque, la fiducia degli elettori».





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