Un Paese dove il costo della vita sia più contenuto, il clima mite tutto l’anno e la pressione fiscale decisamente più leggera rispetto a quella italiana. E’ il sogno di molti pensionati e se fino a qualche anno fa la meta regina indiscussa era il Portogallo, oggi gli occhi si puntano sull’altra sponda dello Ionio. La legislazione fortemente attrattiva introdotta dal governo di Atene sta allettando migliaia di italiani.

Ma è davvero conveniente? Gli esperti di Qui Finanza hanno provato a dare alcune risposte.

Nel 2020 il Parlamento ellenico ha varato una riforma fiscale epocale, con l’obiettivo di competere con i regimi di favore di Paesi come Malta, Cipro o il Portogallo, dove nel frattempo le agevolazioni fiscali sono state ridimensionate. Il nuovo regime ha introdotto una flat tax che risulta estremamente vantaggiosa. Il pensionato che sposta la propria residenza fiscale in territorio greco può beneficiare di un’aliquota fissa pari ad appena il 7%. Tale prelievo non si applica solo al cedolino pensionistico, ma si estende a qualsiasi reddito di fonte estera percepito dal contribuente. Vuol dire che se oltre alla pensione un pensionato azioni, interessi bancari, rendite da fondi d’investimento o canoni di locazione derivanti da immobili situati fuori dalla Grecia, compresi quelli in Italia, anche questi flussi finanziari saranno tassati unicamente al 7%.

Per giunta, questo favorevole regime ha una durata garantita di 15 anni, durante il quale ciascun pensionato è protetto da eventuali rincari delle aliquote ordinarie greche, potendo pianificare il proprio budget familiare a lungo termine con assoluta certezza matematica.

Con queste misure la Grecia intende attirare capitali e residenti ad alta capacità di spesa, con lo scopo di stimolare l’economia locale, i consumi e il mercato immobiliare. E i primi risultati sono già arrivati: migliaia di pensionati europei, molti dei quali italiani, hanno avviato le pratiche per il trasferimento, attratti da un pacchetto di benefici che unisce il risparmio fiscale a una qualità della vita elevata e a costi di gestione quotidiana decisamente inferiori rispetto alle grandi città italiane.

Al fine di evitare abusi e garantire che il trasferimento sia effettivo e non solo di facciata, lo Stato greco fissa alcuni paletti. Per poter richiedere la flat tax sul trasferimento della pensione in Grecia, il richiedente deve soddisfare contemporaneamente i seguenti requisiti:

  • status di pensionato, essendo titolari di un reddito da pensione erogato da un ente previdenziale estero (per gli italiani, l’Inps o casse professionali analoghe);
  • precedente residenza fiscale, che impone al richiedente di non essere stato residente fiscale in Grecia per almeno 5 dei 6 anni precedenti il trasferimento;
  • accordi internazionali, che prevedono che il Paese di provenienza del pensionato abbia sottoscritto un accordo di cooperazione amministrativa o una convenzione contro le doppie imposizioni con la Grecia. L’Italia soddisfa pienamente questo requisito grazie al trattato bilaterale firmato ad Atene nel 1989.

La domanda di ammissione al regime speciale va presentata entro il 31 marzo dell’anno fiscale successivo a quello del trasferimento della residenza in Grecia. Le autorità fiscali di Atene hanno poi tempo 60 giorni per deliberare e accettare o respingere l’istanza.

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