Gli squilibri economici, il deficit commerciale con la Cina, la guerra in Ucraina e Medio Oriente: sono queste le priorità dell’Unione europea al G7 di Evian, così come ribadito in conferenza stampa di apertura da Ursula von der Leyen.

Nelle stesse ore, a Bruxelles, l’Unione Europea ha varato nuove sanzioni contro la Russia per l’aggressione dell’Ucraina e le attività di destabilizzazione in Moldova. Il provvedimento precede il 21esimo pacchetto di misure restrittive contro Mosca, ancora allo studio e per la cui finalizzazione servirà ancora del tempo. I ministri degli Esteri dei Paesi dell’Unione europea scelgono dunque di mantenere alta la pressione sul Cremlino e lo fanno ampliando la lista nera di persone ed enti oggetto di congelamento di beni e divieto di ingresso su suolo comunitario.

Si tratta in totale di 34 individui e 47 società, sanzionati dal Consiglio Affari esteri per le attività a sostegno della politica aggressiva di Mosca. «Queste nuove misure – ha spiegato l’Alta rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell’UE, Kaja Kallas (nella foto) –  colpiscono al cuore il complesso militare-industriale russo, la sua flotta ombra e le reti che alimentano gli attacchi ibridi di Mosca contro l’Europa». «Parallelamente – ha poi aggiunto Kallas –  si sta lavorando al più ampio 21esimo pacchetto di sanzioni, perché la Russia mostra di non voler smettere di combattere, e aumenta gli attacchi contro i civili».

CHI VUOLE TOGLIERE POTERE A KALLAS?

Intanto arriva dal Financial Times (11 giugno) la notizia secondo cui Francia e Germania starebbero studiando misure finalizzare ad indebolire il potere di Kaja Kallas, attraverso proposte per riformare il servizio diplomatico dell’UE. La mossa non solo limiterebbe l’influenza dell’Alto rappresentante dell’UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Kallas, ma trasferirebbe un maggior potere decisionale alla Commissione europea e alle capitali nazionali.

Citando cinque alti funzionari informati sulle discussioni, il FT scrive che le proposte riguardano la “spogliazione dei poteri” del Servizio europeo per l’azione esterna (SEAE), l’organismo creato nel 2010 per supportare l’Alto rappresentante dell’UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza guidato dalla stessa Kallas, strenua sostenitrice di una linea dura nei confronti della Russia. 

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