
Emergenza miranti nella capitale. Benché i dati ufficiali del Sai, il sistema di accoglienza e integrazione gestito dal ministero dell’Interno, mostri che al 31 ottobre 2025 nel Lazio ci sono 2.720 posti attivi, stando alle immagini che arrivano dall’ufficio immigrazione di Roma e le storie riportate dai territori, la situazione è tutt’altro che sotto controllo.
In via Patini, dove si trova l’ufficio immigrazione della Questura di Roma, la folla dei richiedenti asilo e degli stranieri che devono rinnovare il permesso di soggiorno si allunga giorno dopo giorno. C’è perfino chi dorme in strada senza neanche una tenda.
Alla Stazione Tiburtina è stato attivato un Welcome Center, creato per fornire supporto sanitario e legale. Ma non basta. «In questi giorni – dichiara Gianluca Bogino, assessore alle Politiche Sociali del II Municipio – stiamo assistendo all’aggravarsi di una vera e propria emergenza, il Welcome Center continua a intercettare famiglie con minori, spesso piccoli, che dormono in strada. Quasi tutte sono richiedenti asilo e dovrebbero quindi essere accolte nella rete nazionale Sai, ormai definitivamente al collasso». Nel mirino sarebbero i ritardi dell’ufficio immigrazione della Questura, dove il personale, già sottodimensionato, non riesce a smaltire l’enorme massa di richieste.
Secondo il Dossier Immigrazione del centro studi e ricerche Idos, l’anno scorso nell’area metropolitana di Roma il sistema Sai aveva attivi sette progetti ordinari (1.917 posti), un solo progetto per minori stranieri non accompagnati (40 posti) e 38 posti distribuiti su due progetti per persone migranti con disagio mentale o disabilità. Inoltre, al 31 dicembre 2024 esistevano 28 convivenze attive nell’ambito delle Famiglie Accoglienti, per un totale di 46 persone accolte, di cui 15 minorenni.





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