
L’editorialista spagnolo Ricardo Angoso pubblica sul periodico multilingue “Aurora Israel” un’analisi impietosa sullo stato attuale della Socialdemocrazia in Europa e nel mondo. Primo segnale negativo, la perdita della carica di sindaco a Copenaghen, da parte dei socialdemocratici, dopo ben 122 anni. Seguono le posizioni di “contorno” assunte dai partiti di ispirazione socialdemocratica in nazioni come Austria, Germania, Grecia, Francia e Portogallo, dove in passato erano forze di governo decisive.
Nulla di buono anche per il Partito laburista britannico, «uno dei pochi governi, insieme a Malta e Danimarca nell’Unione Europea (UE), in cui i socialdemocratici sono ancora al governo», scrive Angoso, perché «l’impopolarità del Primo Ministro britannico Keir Rodney Starmer non ha eguali nella storia recente del Regno Unito».
E pure in Spagna, dove il governo Sànchez sta dando prove di grande tenuta, secondo Angoso «tutti i sondaggi rivelano che, se si tenessero le elezioni generali i socialisti verrebbero superati in voti e seggi dal Partito Popolare».

«Questa analisi, per quanto lucida – osserva Renato d’Andria, per anni segretario nazionale del PSDI – non tiene conto, a nostro parare, di alcuni fattori essenziali. Il primo – spiega – è legato alle mutate condizioni economiche, politiche, sociali ed anche climatiche, che nel giro di poco tempo hanno radicalmente cambiato esigenze ed aspirazioni dei popoli».
«Ciò significa – continua d’Andria – che oggi anche all’interno di maggioranze cosiddette di centrodestra, ad esempio quella che governa l’Italia, possono convivere ed essere attuati principi all’insegna dei valori socialdemocratici sul piano del lavoro, della convivenza e della giustizia sociale».
«E’ vero che, come osserva Angoso, in alcune Nazioni i partiti socialdemocratici non sono riusciti a tenere il passo con i tempi e per questo perdono consenso, ma ciò non significa – conclude d’Andria – che la Socialdemocrazia abbia fatto il suo tempo: se sappiamo leggere attentamente dentro le scelte di governi non dichiaratamente socialdemocratici, possiamo trovare molti dei nostri valori, anche se declinati in forme diverse, più adeguate alle esigenze dei nostri tempi».





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