
Non si è ancora spenta l’eco di commozione per i sanguinosi attentati di Bondi Beach, costati la vita a 15 persone innocenti, fra cui una bambina e due rabbini molto amati dalla popolazione.
Una comunità, quella degli Ebrei d’Australia, che non conoscevamo prima della strage e che oggi ci viene raccontata dal sito setteottobre.com.
Si tratta di una comunità che conta circa 130.000 persone, concentrate in larga parte nelle aree metropolitane di Melbourne e Sydney, con nuclei significativi anche a Perth, Brisbane e Adelaide. Viene descritta come una comunità solida con radici ben piantate nella vita del Paese. In termini demografici rappresenta meno dello 0,5 per cento della popolazione australiana, ma il suo peso civico, culturale e professionale è da sempre molto superiore ai numeri. L’organismo di rappresentanza nazionale (Executive Council of Australian Jewry), rappresenta l’interlocutore con il governo federale, ma ad operare sono anche consigli comunitari come il Jewish Community Council of Victoria e il New South Wales Jewish Board of Deputies. Esistono inoltre organizzazioni di difesa e monitoraggio dell’antisemitismo, come l’Anti-Defamation Commission e il Community Security Group, che collabora con le autorità per la protezione di scuole, sinagoghe ed eventi.
Ma quando ha avuto origine in radicamento degli Ebrei nel continente australiano? Il primo insediamento risalirebbe alla fine del Settecento, quando l’Australia era una colonia penale britannica. Ma il grosso della comunità si forma soprattutto nel Novecento quando, fra gli anni ’30 e ’40, arrivano dall’Europa centrale e orientale i profughi in fuga dal nazismo. Nel dopoguerra giunsero i sopravvissuti alla Shoah. Negli anni Cinquanta e Sessanta si aggiungono ebrei dall’Europa orientale sotto i regimi comunisti quindi,, dagli anni ‘70 in poi, arrivano ebrei sudafricani, spesso con un alto livello di istruzione e una forte cultura civica. A partire dagli anni Novanta cresce anche la componente israeliana, mobile, professionale, spesso legata ai settori tecnologici e accademici.
Il legame con Israele è sempre rimasto forte, esplicito, parte integrante dell’identità comunitaria. Convivono tuttavia sensibilità politiche diverse, ma a permeare l’intera comunità è l’idea condivisa di appartenenza australiana: gli ebrei si percepiscono, e sono, cittadini pienamente integrati, con una lunga tradizione di partecipazione alla vita pubblica, all’università, alla sanità, al diritto, all’impresa e alla cultura.
Ed è questo il principale motivo – secondo gli analisti di setteottobre.com – , per cui è stata colpita al cuore una comunità tutt’altro che marginale, ma componente a pieno titolo delle genti che hanno contribuito a costruire l’Australia contemporanea. L’attentato di Bondi Beach colpisce dunque una parte stabile del tessuto nazionale. «Ed è anche per questo – concludono gli analisti – che quanto accaduto in Australia non riguarda solo gli ebrei. Riguarda l’idea stessa di società aperta che il Paese ha sempre rivendicato».





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