«Per costruire un’Africa veramente libera e capace di determinare il proprio destino, è cruciale affrontare la questione del debito e noi abbiamo voluto tracciare una rotta anche su questo tema». Lo strategico dossier del debito è stato uno dei punti chiave affrontati da Giorgia Meloni nel corso della conferenza Italia-Africa, in corso ad Addis Abeba.  «L’Italia – sottolinea la premier – ha deciso di lanciare un ampio programma di conversione del debito dei Paesi africani, che prevede, tra i punti principali, la trasformazione completa del debito dei Paesi più fragili e vulnerabili in investimenti, e il rafforzamento del contributo ai fondi Ida della Banca Mondiale».

«Allo stesso modo – aggiunge – abbiamo introdotto specifiche clausole di sospensione del debito nei nostri prestiti bilaterali, consentendo ai Paesi africani colpiti da eventi climatici estremi di liberare spazio fiscale per sostenere le proprie popolazioni e ricostruire le infrastrutture essenziali». Per Meloni, «sono scelte fondate sulla giustizia e sulla responsabilità, fondamentali per liberare risorse vitali per lo sviluppo e per garantire pace e prosperità, anche nelle aree del Continente oggi più colpite da instabilità, insicurezza e gravi crisi umanitarie, come il vicino Sudan e la parte orientale della Repubblica Democratica del Congo».

Risanamento del debito dunque, ma anche libertà.

«L’Italia intende continuare a essere un ponte privilegiato tra Europa e Africa, mettendo a disposizione la solidità delle proprie istituzioni, la grande tradizione di dialogo e la competenza delle sue imprese. Vogliamo farlo anche per raggiungere un altro obiettivo che tutti consideriamo fondamentale: garantire agli uomini e alle donne di questo continente una libertà troppo spesso negata, la libertà di scegliere di restare nel proprio Paese, di contribuire alla sua crescita senza essere costretti a lasciarlo, spesso pagando trafficanti senza scrupoli e rischiando la vita nel tentativo di attraversare il Mediterraneo». Parole chiare, quelle della presidente del Consiglio, che torna su un tema a lei caro, l’importanza di veder garantita la libertà di non emigrare per quelle popolazioni oggi costrette a farlo per fame o guerra, scegliendo di restare nel proprio Paese e non essere forzati a trasferirsi altrove.

«Coloro che ritengono che la migrazione sia necessaria e indispensabile agiscono in realtà in modo egoistico. Se i giovani lasciano la propria terra e il proprio popolo alla ricerca della promessa di una vita migliore, che ne sarà della storia, della cultura e dell’esistenza del Paese che hanno abbandonato?» ha aggiunto Meloni, che ha voluto citare il cardinale guineano Robert Sarah, definito «un figlio orgoglioso dell’Africa, che tiene il futuro dell’Africa vicino al proprio cuore».

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