Una marcia a piedi nudi, silenziosa, per le strade della capitale. Domani a Roma l’appello sarà lanciato così dal Barefoot Walk: Mothers’ Call for Peace, che vedrà madri palestinesi e israeliane camminare fianco a fianco. Con loro ci saranno anche tanti rappresentanti del CIPAX, il Centro Interconfessionale per la Pace, che intanto annuncia già la sua partecipazione anche al No Kings Italia – Contro i re e le loro guerre, altra grande manifestazione europea e internazionale che sabato 28 marzo, sempre a Roma, partirà da piazza della Repubblica e arriverà a piazza san Giovanni, per dire “No alla guerra, al riarmo, al genocidio”.

Perché le madri? Perché rappresentano il punto centrale della vita, l’unico presidio reale dell’umanità contro la morte. La figura della madre è dunque un elemento imprescindibile del messaggio che la marcia vuole lanciare. L’idea della maternità non solo in senso biologico, ma anche come senso di responsabilità, posizione morale, coraggio, capacità di preservare il futuro.

Alla manifestazione di domani, che nasce dalla collaborazione tra il movimento palestinese Women of the Sun e quello israeliano Women Wage Peace, ci saranno anche le fondatrici dei due movimenti,  Reem al-Hajajreh e Yael Admi, due attiviste da anni in prima fila per una soluzione pacifica del conflitto israelo-palestinese, che nel 2024 sono state nominate Donne dell’Anno da Time Magazine e candidate al Premio Nobel per la Pace. L’appuntamento è alle ore 16,45, con partenza dall’Ara Pacis per arrivare alla Terrazza del Pincio.

«Camminare scalzi – dice Yael Admi – è simbolo del contatto diretto con una terra che ha assorbito tanto dolore, ma anche una scelta consapevole di andare avanti con onestà e speranza». Intanto però «l’attenzione è focalizzata sulla guerra con l’Iran, la ricostruzione di Gaza e il salvataggio di vite umane non è più una priorità – geme Reem al-Hajajreh – mentre i coloni stanno violando i diritti dei palestinesi in Cisgiordania con uccisioni, demolizioni di case, confisca di terre, tortura di prigionieri e il collasso dell’economia palestinese».

Roma dunque, cuore pulsante della cristianità, è stata scelta non certo a caso per le due manifestazioni pre-pasquali nel segno della pace. L’obiettivo è costruire un movimento civico globale, che sostenga negoziati inclusivi e la partecipazione delle donne ai processi di pace. Ed è questa una delle rivendicazioni principali dell’iniziativa Mothers’ call for peace. Se finora, in un contesto dominato da uomini, i negoziati hanno sempre fallito, per dare una vera possibilità alla pace serve coinvolgere anche le donne. «Quando le donne partecipano ai negoziati, gli accordi sono più duraturi e più in linea con i bisogni della società», sottolinea la fondatrice di Women Wage Peace.

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