
«La ripresa dell’economia di mercato in Argentina continua a migliorare le prospettive economiche del Paese e gli investitori se ne stanno accorgendo». Lo scrive il Washington Post, sancendo così il nuovo, insperato traguardo fatto segnare dall’Argentina dell’ultraliberista Javier Milei. Il merito è del fatto che il Paese ha ottenuto il terzo miglioramento del rating creditizio in meno di tre mesi.
Stando alle parole dell’Editoriale pubblicato su WP, «il messaggio delle agenzie di rating è che le riforme orientate al mercato del presidente Javier Milei stanno funzionando», non senza ricordare che che quando Milei si insediò nel dicembre 2023 «l’Argentina era considerata a rischio di default estremamente elevato».
«In meno di tre anni, l’Argentina ha superato la fase di ‘alta difficoltà’ e non rientra più tra i Paesi con il debito più rischioso sul mercato globale», scrive il quotidiano americano, osservando come «questa inversione di tendenza non è frutto né di magia né di fortuna».
«Il boom delle esportazioni, la lotta all’inflazione e ai persistenti deficit di bilancio del Paese – per il Washington Post – sono tra le spiegazioni del fenomeno». «Questo – viene aggiunto – migliora la vita degli argentini e offre anche un modello per altre economie stagnanti che cercano di riprendersi».
Dopo Fitch e S&P, pochi giorni fa anche Moody’s ha migliorato il giudizio sul debito sovrano dell’Argentina, portandolo da Caa1 a B3 e modificando l’outlook da stabile a positivo. «Il rischio di default – questa l’analisi – si è ridotto in modo significativo, poiché la stabilizzazione macroeconomica è passata dalla fase iniziale di aggiustamento a un miglioramento più duraturo dei fondamentali del credito». Più in dettaglio, l’agenzia di rating sottolinea i progressi del governo Milei su diversi fronti: surplus di bilancio sostenuti, calo dell’inflazione, liberalizzazione dell’economia, miglioramento della posizione esterna, ricapitalizzazione della Banca centrale, accumulazione di riserve internazionali e riduzione della volatilità.
Fatto sta che, dall’insediamento di Milei ad oggi, lo spread che è crollato a 400 punti dai 2.500 del 2023. Ora, con l’Argentina fuori dalla fascia C, molti fondi istituzionali possono investire nei titoli argentini e per le banche internazionali si riducono i requisiti di capitale per le operazioni nel paese. Certo, l’anno prossimo si vota. E alla luce dei risultati raggiunti, secondo molti osservatori internazionali la minaccia principale per la stabilità dell’economia è il pericolo che Milei perda le elezioni.





Rispondi