“Il 25 settembre l’Italia si ferma – Sciopero totale – Nessuno compri nulla”. Parte dal basso la protesta contro il carovita e il prezzo alle stelle dei carburanti, che sta facendo il giro del web, chiamando tutti gli italiani allo sciopero dei consumi, una mobilitazione spontanea in risposta all’escalation senza freni dei prezzi al consumo.

In una situazione al limite del caos, l’entrata in vigore della norma europea sui cosiddetti ETS (Emissions Trading System, vale a dire il sistema europeo di tassazione aulle quote di emissioni) rischia di compromettere definitivamente produzione industriale e posti di lavoro.

Un allarme che parte dall’alto e vede in prima fila l’amministratore delegato del colosso energetico ENI, Claudio Descalzi. «Bisogna sospendere il sistema dell’Ets senza se e senza ma», ha detto. I conflitti in corso in Ucraina e in Medio Oriente, con le pesanti ricadute economiche delle crisi geopolitiche deve trovare, secondo Descalzi, una risposta «straordinaria» da parte dell’Unione Europea. Il sistema europeo di scambio delle quote di emissioni sta creando seri problema all’industria, compreso il settore della ceramica, uno dei più energivori nel mercato. «In questa situazione straordinaria, che si sta complicando invece che semplificarsi, il discorso sugli Ets deve essere sospeso: ha distrutto diverse tipologie di settori, deve essere bloccato», ha aggiunto Descalzi durante il convegno inaugurale del Cersaie ’Energia sostenibile per la competitività’. Il riferimento è anche agli altri settori: «Se abbiamo ucciso l’automotive e il suo indotto, rischiamo di uccidere le ceramiche. Anche la chimica è morta».

A Descalzi fa eco il ministro della Difesa Guido Crosetto. «Concordo totalmente con ciò che oggi ha detto l’Amministratore Delegato dell’ENI, Claudio De Scalzi: l’Europa non può condannarsi al suicidio industriale e conseguentemente sociale e politico, per ostinarsi ideologicamente su scelte sbagliate, in questa fase economica-politica, come l’ETS. Consentitemi di dire, da Ministro della Difesa, che la difesa delle conquiste sociali e delle democrazie europee é più garantita dalla tenuta tecnologia ed industriale delle nazioni o dalla conservazione della capacità di costruire e redistribuire ricchezza che non dalla crescita delle spese e degli investimenti nella Difesa. Le Forze Armate difendono il benessere delle nazioni da aggressioni ostili esterne ma tocca alla Politica ed a scelte lungimiranti creare le condizione perché esista un benessere diffuso ed equamente distribuito».

«Una tassa come ETS – incalza il ministro – oggi é ingiusta, assurda, insostenibile nella competizione internazionale e crea disuguaglianze, perché cade indistintamente ed in egual misura su tutti i consumatori finali europei. Ci saranno tempi migliori nei quali si potrà reintrodurre un nuovo meccanismo (magari universale perché abbia senso) per preservare l’ambiente ma oggi, con le tensioni in corso nel mondo, i blocchi dei chokepoint, l’inverno alle porte, la crisi inarrestabile e l’impietosa concorrenza asiatica, va eliminata. A meno che non si abbia l’obiettivo di distruggere l’Europa minandone la possibilità di costruire ricchezza competendo in condizioni di parità con il resto del mondo».

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