Una vera e propria ondata di polemiche sta accompagnando i decreti di stampo apertamente “sovietico” emanati in queste ore dal governo spagnolo di Pedro Sanchez. Tanto che qualcuno parla già di “esproprio proletario” anche della piccola proprietà privata. Ma vediamo nel dettaglio i tre punti che hanno sollevato la bufera.

– Divieto di espulsioni di persone senza soluzione di reinsediamento fino a fine 2030. Vale a dire: divieto di sfrattare gli occupanti abusivi.

– Proroga automatica di due anni dei contratti di locazione in corso che terminano prima del 31 dicembre 2028.

– Congelamento degli aumenti dell’affitto fino al 2028 per i contratti già al di sopra dell’indice di riferimento.

I provvedimenti sono arrivati a seguito delle proteste per il recente sfratto di una donna ottantasettenne, Maricarmen. Da qui il Consiglio dei ministri ha colto l’occasione per varare questa serie di misure che, di fatto, mettono alla gogna i proprietari di casa e difendono tutti gli inquilini, soprattutto quelli morosi.

Qualche dato. Dall’arrivo al potere di Pedro Sanchez, nel 2018, i cittadini che abitano in affitto sono aumentati del 45%. Le famiglie spendono ormai il 39% del loro reddito netto per pagare il fitto di casa. Contemporaneamente, dall’ultima legge sull’edilizia abitativa del 2023, l’offerta locativa in Spagna è già diminuita del 20%.

Juan Pessolani, imprenditore del comparto immobiliare, non usa mezzi termini per descrivere la situazione attuale. «Se hai un appartamento in affitto in Spagna, congratulazioni Ora è del tuo inquilino! Sánchez ha tirato fuori un decretaccio secondo cui non puoi aumentargli l’affitto di più del 2% fino al 2027. Che non puoi nemmeno sfrattarlo fino al 2030 se non ha dove andare. E che i contratti che avevi già firmato si allungano di due anni, ti piaccia o no. Il secondo decreto dice che l’inquilino può rinnovare all’infinito». Non basta. «Se vuoi riavere la tua casa – prosegue Pessolani – devi spiegare a cosa ti serve, e se non riesci a spiegarlo, gli paghi un’indennità perché se ne vada. Ma stai tranquillo, il titolo resta a tuo nome. L’imposta immobiliare pure…».

Intanto in Italia il cosiddetto Campo Largo, in prima fila AVS, esulta per le iniziative di Sanchez sulla proprietà privata e si propone di approvare, se andrà al governo, analoghi provvedimenti.

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