
Il Parlamento europeo ha approvato la risoluzione che chiede di rendere operativa una strategia dell’Unione contro l’estremismo islamista e l’influenza della rete dei Fratelli musulmani. I voti favorevoli sono stati 381, 167 quelli contrati, 15 gli astenuti.
Compatto il voto contrario degli italiani provenienti dal PD. Fra loro ci sono Lucia Annunziata, Ignazio Marino, Leoluca Orlando, Sandro Ruotolo, Ilaria Salis, Gaetano Pedullà, Cecilia Strada, Benedetta Scuderi, Irene Tinagli, Pasquale Tridico, Raffaele Topo, Alessandro Zan ed altri.
La risoluzione è stata depositata al Parlamento europeo dal gruppo Patrioti per l’Europa, su iniziativa delle eurodeputate leghiste Anna Maria Cisint, Susanna Ceccardi e Silvia Sardone. «L’allarme rosso – hanno spiegato – è stato lanciato dalle intelligence di mezza Europa: a rischio c’è la tenuta delle nostre istituzioni democratiche, minacciate da organizzazioni fondamentaliste internazionali che seguono e applicano l’ideologia dell’islam politico. È l’uso politico e strumentale della religione per portare avanti una guerra di conquista dell’Occidente, e in Europa sta già accadendo. Per farlo usando le nostre stesse leggi, insinuandosi nelle nostre istituzioni e sfruttando il taxi elettorale offerto dalla sinistra».
Il testo parte da un presupposto, quello che «proteggere i cittadini musulmani dalla discriminazione è un obbligo democratico». «Pur dovendo l’Europa rimanere libera, aperta e fedele ai suoi principi – si aggiunge – non può più finanziare, consultare o legittimare reti che utilizzano il suo linguaggio, le sue procedure e i suoi finanziamenti per indebolirne i valori dall’interno».
Per questo, il testo chiede di «rafforzare i controlli prima di collaborare con organizzazioni che potrebbero essere coinvolte in strategie di infiltrazione, tra cui il Forum delle organizzazioni giovanili e studentesche musulmane europee (Femyso) e altre strutture legate ai Fratelli Musulmani».
La risoluzione invita poi il Consiglio dell’Ue a valutare se esistano i presupposti giuridici per inserire soggetti legati ai Fratelli Musulmani nell’elenco delle organizzazioni terroristiche, «prendendo in considerazione non solo le strutture formali, ma anche le entità associate, le organizzazioni di facciata, i canali finanziari, le reti giovanili e gli individui che ricoprono ruoli di leadership o di coordinamento».





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