Dopo il nostro articolo di ieri, sulle tre straordinarie “coincidenze” del 13 ottobre, data in cui il papa è stato operato al polmone, sono arrivate altre “rivelazioni”, stavolta dalla cronaca. In un video, il numero uno della Casa Bianca ha spiegato per la prima volta quali sono i suoi veri rapporti con Papa Prevost e con la sua famiglia. Nell’esprimere tutta la sua vicinanza e l’affetto per Leone XIV dopo l’operazione per rimuovere un tumore ai polmoni, Donald Trump ha fatto capire che conosce la famiglia Prevost da anni e che conosce Robert Prevost da quando ancora non era noto al grande pubblico. Trait d’union tra i due massimi leader è Louis Prevost, fratello di Leone e sostenitore del movimento Maga. Il presidente USA ha poi rivelato che gli attacchi sferrati al Papa qualche mese fa erano dovuti all’intenzione di suscitare nella stampa internazionale la massima attenzione per il pontefice. Per arrivare a questo scopo – ha detto Trump – sostanzialmente ho dovuto “attaccarlo”. La conclusione è una sola: secondo the Donald, il suo ruolo è stato decisivo per far eleggere papa Robert Prevost.

Intanto migliorano le condizioni del Santo Padre. «Complessivamente – si legge nel terzo bollettino medico – il decorso post operatorio procede regolarmente». I controlli sono «nella norma» e vi è una «buona ripresa del polmone operato». «Il Papa – questa la nota di ieri della Sala stampa vaticana – ha ripreso l’attività lavorativa e questa mattina ha concelebrato la messa». Quanto al viaggio già calendarizzato in America Latina, il. cardinale Pietro Parolin si mantiene cauto: non solo il viaggio, ma anche il prossimo Angelus, dipenderanno da come evolve la situazione.

Ieri sera infatti, a margine di un evento all’Ambasciata dell’Iraq presso la Santa Sede, il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin ha risposto alle domande dei giornalisti sulla salute del Papa. «C’è fiducia – ha detto Parolin – che essendo intervenuti all’inizio di questa difficoltà, possa risolversi in tempi brevi e in maniera definitiva questo problema. Mi dispiace veramente enormemente per quanto è successo, ma mi fido delle notizie che ci hanno dato, dei bollettini, e quindi ho anche la speranza che questa situazione possa risolversi al più presto e il Santo Padre possa tornare a lavorare e a portare avanti il suo programma, il suo pontificato».

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