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Restiamo in tema di natalità, perché è stata appena pubblicata la nona edizione del Rapporto di Save the Children che quest’anno ha per titolo: “Le Equilibriste – la maternità in Italia 2024”. Ecco le notizie più importanti.
Il 2023 ha registrato un nuovo minimo storicodelle nascite in Italia, ormai stabilmente ferme sotto le 400mila unità, con un calo del 3,6% rispetto all’anno precedente. Nella popolazione femminile in età fertile, convenzionalmente definita tra i 15 ei 49 anni, il numero medio di figli per donna, infatti, è di 1,20, mostrando una flessione rispetto al 2022 (1,24). Molto lontano dal dato del 2010, quando il numero medio di figli aveva raggiunto il massimo relativo registrato nell’ultimo ventennio, pari a 1,44.
Il questo contesto la nota positiva riguarda l’Emilia Romagna, che risulta al secondo posto delle regioni più ‘mother friendly’.
Il Sud continua a tirare sotto il profilo dei numeri, anche se mancano aiuti, asili nido, welfare.
Il quadro generale in Italia sulla natalità rimane insomma preoccupante: secondo i dati, una lavoratrice su cinque esce dal mercato del lavoro dopo essere diventata madre. Di più: il 72,8% delle ‘convalide’ delle dimissioni dei neogenitori riguarda le donne.
Le donne scelgono di non avere figli o ne hanno meno di quanti ne vorrebbero: nella popolazione femminile, in età fertile tra i 15 ei 49 anni, il numero medio di figli per donna, infatti, è di 1,20, mostrando una diminuzione rispetto al 2022.
Il calo della natalità ormai coinvolge anche la componente straniera della popolazione: nel 2023 ci sono stati meno 3mila nati rispetto all’anno precedente.
Inoltre, l’Italia si conferma come uno dei Paesi europei con la più alta età media delle donne al parto, circa 32,5 anni.
L’Italia è anche il Paese europeo con la più alta età media delle donne per la nascita del primo figlio, circa 31,6 anni, con 8,9% di primi nati da mamme over 40, tasso inferiore solo a quello della Spagna.
Insomma, in occasione della Festa della Mamma, che si celebrerà domenica prossima, anche quest’anno il Rapporto “Le Equilibriste” segnala le penalizzazioni delle madri nel mercato del lavoro e gli squilibri di genere che ancora attraversano il nostro Paese.




