
Di lui su questo giornale vi avevamo già parlato in un articolo di fine agosto. Per i lettori dell’Umanità, quindi, la vittoria alle regionali di ieri in Sassonia di Ulrich Sigmund, che ha portato l’AfD oltre la soglia del 44%, non è stata una novità. Nel numero di Ferragosto – ricordavamo nel nostro articolo – Der Spiegel aveva pubblicato in copertina una foto segnaletica con il volto di Siegmund e il titolo Der gefärlichste Mann Deutschlands, l’uomo più pericoloso per la Germania. Nel pezzo veniva descritto come «un uomo che non ha il volto criminale, ma intende apparire come il pifferaio magico della favola, che seduce gente ignara, sorride, distribuisce würstel e birra gratis, zucchero filato ai bambini».
Non è bastato a fermare l’ondata di protesta che, partendo dalla Germania, rischia di sconquassare tutta l’Europa. «Si imporrà una generazione nuova – è il graffiante commento su X di Mario Adinolfi – Ulrich Siegmund ha 36 anni e l’affluenza alle urne è stata superiore al 70% in Sassonia e mai tanta gente era andata a votare. È il popolo che vuole il cambiamento e la difesa delle radici nazionali, è il popolo che non vuole subire l’islamizzazione, è il popolo che non vuole spendere centinaia di miliardi in armi e stupida russofobia, quella sì xenofoba e razzista, è il popolo che crede nei valori semplici della propria patria, della religione cristiana e della famiglia».
Terrore nella grande stampa italiana di centrosinistra. «La Germania – si legge su Repubblica – ha scritto una pagina nuova della sua storia, ed è una pagina inquietante. In un land piccolo, la Sassonia-Anhalt, dove vive il 3% della popolazione tedesca, una maggioranza schiacciante degli elettori ha tradito la promessa del “mai più”. E per la prima volta dalla fine del nazismo, un partito di estrema destra che usa parole d’ordine a attinge alle idee disumane di quell’era, la Alternative fuer Deutschland (Afd) si candida a governare una regione. La forza politica guidata da Ulrich Siegmund ha raddoppiato i consensi in cinque anni incassando il 44%, e ha battuto i pronostici che lo davano tra il 40 e il 43%. È indubbiamente una Volkspartei, un partito di massa».
Come ha scritto ieri nel suo editoriale in direttore dell’Umanità, Renato d’Andria, quello della Germania è un caso di “risposte sbagliate” a timori reali e legittimi, basta vedere cosa sta succedendo nel Regno Unito, dove in una città si vieta addirittura l’esposizione della bandiera nazionale della nazione, i cittadini cominciano a scendere direttamente in piazza per respingere i migranti clandestini.
«L’auspicio – osserva oggi d’Andria – è che quello della Sassonia sia un salutare campanello d’allarme per le forze democratiche in Europa, lo stimolo necessario per ritrovare politiche concrete che vadano incontro ai bisogni delle popolazioni e non a vecchie ideologie, che hanno fatto il loro tempo».





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