
“L’Europa ha bisogno di un presidente socialdemocratico!”, parola di Nicolas Schmit
Le imminenti elezioni europee continuano a tener banco e ad occupare tutta la scena politica. Di particolare interesse è la lunga, interessante intervista concessa all’emittente Euronews dall’esponente socialdemocratico di primo piano Nicolas Schmit, commissario europeo per il lavoro e per i diritti sociali, candidato di punta dell’Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici alle elezioni europee del prossimo giugno.
«L’Europa sia più audace! – ha affermato Schmit – L’Unione europea ha bisogno di un programma sociale coraggioso per rivitalizzare il Green Deal».
Ma, soprattutto, dopo 25 anni di presidenti della Commissione europea di stampo conservatore, di cui gli ultimi quasi cinque anni con la presidenza di Ursula von der Leyen, Nicolas Schmit pensa sia ora per un cambio. «Dopo cinque anni in cui abbiamo cercato di mettere il tema sociale al centro, ho pensato che ci fosse ancora strada da fare. Penso che questo sia il momento giusto per la socialdemocrazia per ottenere la presidenza della Commissione”, ha detto il Commissario europeo per il lavoro e i diritti sociali durante il programma di Euronews aggiunto Schmit durante il programma di Euronews The Global Conversation. Questo periodo di forti incertezze a livello economico, sociale e di stabilità richiede attenzione, che si può ottenere secondo Schimt solo con un cambio di direzione: «Vogliamo portare avanti una politica attiva. Dobbiamo riavvicinare le nostre società», questa è la priorità per i socialdemocratici.
«Il secondo tema è quello di combinare le politiche sociali e il Green Deal – continua Schmit – Il terzo punto è quello di affermare chiaramente il nostro forte impegno per la democrazia».
Da rivedere anche la politica migratoria del blocco, soprattutto quando si tratta di accordi finanziari con Paesi autocratici. Infatti, «stiamo dando ingenti somme di denaro a diversi regimi o governi, come quello tunisino. E sappiamo che le autorità di quel Paese trattano molto male i rifugiati». Quindi Schmit ha detto di essere riluttante circa il tipo di accordi che l’Unione europea e alcuni Paesi europei stanno stringendo con governi autocratici. Anzi, secondo il Commissario sarebbe da rivedere il modo in cui si fanno tali patti e capire in che modo i soldi erogati in favore di questi paesi come Tunisia, Egitto, Libano o Albania vengano spesi. Però nega la volontà di un controllo sullo stile del Regno Unito, che attraverso il piano Ruanda manderà i cosiddetti migranti irregolari nel paese africano mentre vengono prese in carico le pratiche di asilo.
Altro tema caldo, i rapporti dell’Unione con la Cina. «L’Europa non deve essere ingenua e deve difendere i propri interessi, soprattutto quando abbiamo la sensazione che la Cina non ci rispetti. L’Europa deve essere più audace, molto più attiva e rapida».
Non esclude sanzioni Schmit, ma ritiene che la via del dialogo col Paese sia da preferire: «Non stiamo reagendo con sufficiente rapidità. Penso quindi che l’Europa, in questo nuovo contesto globale, debba essere più coraggiosa. Ma allo stesso tempo dobbiamo continuare a dialogare con la Cina».





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