
Ha fatto bene, la premier Giorgia Meloni, a rivendicare le intese con l’Albania per i migranti come uno degli atti più incisivi del suo governo. Lo ha fatto ieri sera, dinanzi alla platea che gremiva il porto di Bari, durante le celebrazioni per i suoi primi 1413 giorni di governo, un record assoluto per la repubblica italiana.
Proprio sul fronte dell’immigrazione la premier ha rivendicato un cambio di paradigma, citando il fatto che alcune delle posizioni sostenute dall’Italia siano diventate parte della politica europea: «Trafficanti, procedure di asilo più stringenti, rimpatri più rapidi, una lista europea di Paesi sicuri, accordi con i Paesi di origine e transito, la possibilità di aprire centri per i rimpatri fuori dall’Unione, cioè esattamente quello che noi abbiamo fatto in Albania». «Ci hanno chiamato estremisti per anni – ha concluso – e poi hanno copiato tutto».
E infatti, dopo le prime, timide adesioni da parte di alcuni parlamentari europeo, nei giorni scorsi ben cinque Paesi dell’UE hanno dichiarato che saranno pronti entro il 2027 a trasferire migranti irregolari in centri di espulsione costruiti al di fuori dell’Unione Europea. L’annuncio è arrivato venerdì scorso dopo una riunione a Copenaghen cui hanno partecipato i ministri dell’Interno di Danimarca, Austria, Germania, Paesi Bassi e Grecia. E’ stato concordato un modello comune di “centri di rimpatrio”, strutture destinate a ospitare richiedenti asilo le cui domande sono state respinte e che non possono essere rimandati nei loro Paesi di origine.
Sarebbe attualmente in fase di negoziazione la nascita dei centri sul territorio di uno o più Paesi partner, fra cui Uganda e Ruanda sono considerati i più probabili. I cinque Paesi dovrebbero finanziare integralmente i centri e potrebbero offrire anche fondi aggiuntivi, partenariati commerciali o altri incentivi ai Paesi partner. «Un sistema di centri di rimpatrio sarà istituito attraverso partenariati paritari e reciprocamente vantaggiosi con Paesi al di fuori dell’UE», si legge nel documento sui principi guida. Proseguono intanto gli incontri con i potenziali Paesi partner e i negoziati stanno «diventando più approfonditi e fruttuosi», ha affermato il ministro greco Thanos Plevris, che spera di poter annunciare a breve un accordo.





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