
Mentre ieri a New York il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres celebrava la Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia, esortando gli Stati membri delle Nazioni Unite a proteggere i diritti delle persone LGBTQI+, dall’Italia è arrivata la notizia che l’Italia è fra i Paesi europei non firmatari del testo UE sui diritti di queste persone.
Oltreoceano, insomma, Guterres si è detto profondamente preoccupato «per i livelli di violenza diretti contro le persone LGBTQI+ e per come queste comunità siano ancora vulnerabili a molteplici forme di attacco». Non meno esplicito il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che in occasione della giornata celebrata ieri ha dichiarato inaccettabile la rassegnazione alla brutalità degli episodi di omotransfobia, dai quali l’Italia «non è immune». Poco dopo è arrivato fa Palazzo Chigi il messaggio di Giorgia Meloni: «il governo è, e sarà, sempre in prima linea nel contrasto a discriminazioni e violenze inaccettabili».
Il colpo di scena è arrivato nel pomeriggio da Bruxelles dove, proprio in occasione della Giornata internazionale, era stata proposta ai 27 la sottoscrizione di una dichiarazione per la promozione delle politiche europee a favore delle comunità Lgbtiq+. Ebbene, l’Italia è risultata uno dei 9 Paesi che hanno deciso di non firmare la dichiarazione.
Fonti del ministero della Famiglia, guidato da Eugenia Roccella, parlano di una decisione presa giorni fa, forse già in occasione della riunione a Bruxelles dei ministri dell’Unione responsabili dell’uguaglianza, in cui la presidenza belga del Consiglio dell’Ue aveva deciso di porre al centro dell’agenda europea i diritti Lgbtiq+.
Insieme all’Italia, hanno detto no Ungheria, Romania, Bulgaria, Croazia, Lituania, Lettonia, Repubblica Ceca e Slovacchia. «La dichiarazione – ha dichiarato il ministro Roccella spiegando le ragioni del no – era in realtà sbilanciata sull’identità di genere, quindi fondamentalmente il contenuto della legge Zan». Dure le reazioni delle opposizioni, a partire dal Partito Democratico.
E alla segretaria PD Schlein, che ha gridato «rabbia e vergogna di questo governo sui diritti», Roccella ha risposto, con il consueto aplomb: «La sinistra usa l’omofobia per nascondere il suo vero obiettivo, il gender». Il ministro ha poi ricordato che il governo ha firmato la dichiarazione europea contro omofobia, bifobia e transfobia, «ma – ha avvertito Roccella – non firmeremo nulla che riguardi la negazione dell’identità maschile e femminile».





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