
Comincia male la nova consiliatura europea, con il capigruppo dei Conservatori e Riformisti europei, Nicola Procaccini, che querela la capogruppo dei Socialisti e democratici, Iratxe García Pérez (nella foto). Procaccini, neo eurodeputato di Fratelli d’Italia, ha annunciato infatti di aver depositato una querela alla Procura di Roma per calunnia aggravata contro la collega socialista spagnola, che l’aveva accusato di essersi esibito in un saluto fascista durante un reportage giornalistico sul movimento Gioventù Nazionale del partito di Giorgia Meloni. «Siamo scioccati dal documentario realizzato dalla piattaforma online Fanpage che racconta lo stretto legame tra il partito della Meloni e le nostalgie fasciste. Tra i tanti video scandalosi, c’è un’immagine che mostra chiaramente il co-presidente dell’Ecr Procaccini mentre fa il cosiddetto ‘saluto fascista», aveva scritto sul suo account X la leader socialista. Ma cosa è successo davvero?
Il video ritrae Procaccini durante una serata nel circolo di Gioventù Nazionale ‘Casa Italia’, a Roma. Al suo arrivo, saluta alcuni militanti stringendo loro l’avambraccio. Un ‘saluto gladiatorio’, tipico del cameratismo di estrema destra – hanno spiegato i militanti FDI – non certo un ‘saluto fascista’, che prevede il gesto tipico di portare il braccio destro teso in avanti.
E oggi tuona Procaccini: «Si tratta di una calunnia brutale, violenta. Non esiste alcuna immagine di me che faccio il saluto fascista perché non ho mai fatto il saluto fascista in tutta la mia vita, neanche per scherzo». Lo ha dichiarato a margine della Conferenza dei presidenti, l’organo del Parlamento europeo che riunisce i capigruppo e il presidente dell’Aula. Peraltro, già la scorsa settimana, il capogruppo di Ecr aveva annunciato l’intenzione di chiedere alla Conferenza dei Presidenti di «stigmatizzare formalmente questo modo inaccettabile di fare politica». Procaccini ha poi condannato fermamente «i tre, quattro ragazzi molto giovani che fanno il saluto fascista», poi ha concluso dicendosi «disponibile a ritirare la querela, ma solo «nell’eventualità di scuse pubbliche dalla collega
A margine di questa vicenda, il portavoce capo della Commissione europea Eric Mamer rispondendo a una domanda sul reportage ha dichiarato: «Il punto di vista della Commissione europea sulla simbologia del fascismo è molto chiaro: non crediamo che sia appropriata, la condanniamo, pensiamo che sia moralmente sbagliata».
Non si è fatta attendere, infine, la dura replica di García Pérez: «L’estrema destra vuole mettere a tacere gli oppositori politici o giornali o chiunque li critichi minacciando cause giudiziarie semplicemente per aver commentato le immagini di un inchiesta. Quello che mi preoccupa davvero è che invece di esprimere la sua condanna per qualsiasi uso o riproduzione di segni fascisti, Procaccini concentri tutte le sue energie nel minacciarmi per un tweet».





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