
In oltre un anno e mezzo di accertamenti, dal 1 gennaio del 2023 al 31 maggio di quest’anno, quasi 60mila persone sono state individuate dalle Fiamme Gialle come lavoratori “al nero”. Il dato è stato reso noto in queste ore dalla pubblicazione del Bilancio operativo della GDF. Il numero di lavoratori irregolari risulta più alto del 32% rispetto all’analogo periodo precedente.
Il lavoro nero si conferma dunque come un’autentica emergenza sociale e non sono bastate, evidentemente, misure come i tagli del cuneo fiscale ad arginarla. Un recente articolo pubblicato da Federmanager Lombardia ci aiuta ad un’utile riflessione su questi temi. Si tratta di una rigorosa analisi comparativa tra la tassazione sul lavoro in Italia e in Francia. I paragoni e le tabelle, ormai lo sappiamo, in questi casi aiutano. Ne riportiamo alcuni risultati.
Cominciamo con i nuclei familiari: una famiglia italiana con due figli e un reddito di 100mila euro paga 26mila euro di tasse in più rispetto all’analoga famiglia francese.
Differenze notevoli anche sotto il profilo delle aliquote. «Tutte le aliquote francesi sono inferiori a quelle italiane ad eccezione dei redditi superiori al livello di ricchezza di 156.244 € tassato il 2% in più rispetto all’Italia». Praticamente, «in Italia i redditi della ricchezza iniziano a 50.000 €, un terzo del valore considerato in Francia».
Andiamo avanti, perché «alle differenze di aliquote e scaglioni si aggiungono sostanziali differenze di calcolo, che aumentano ulteriormente lo spread della tassazione rispetto all’Italia», tanto che dal confronto risultano «evidenti le maggiori tasse che pagano i dipendenti, i pensionati e gli italiani onesti rispetto ai francesi single».
Ma c’è ancora di più. In aggiunta alle imposte nazionali, in Italia si applicano quelle regionali e comunali: «ad esempio per la regione Lombardia le aliquote da applicare per gli stessi scaglioni nazionali sono rispettivamente: 1.23% per lo scaglione fino a 15.000 €, 1.58%, 1.72% e 1.73%. L’addizionale comunale dipende dal comune, ad esempio per Milano l’aliquota è dello 0,8% per redditi superiori a 23.000 €». Ebbene, «in Francia non sono applicate imposte addizionali locali sul reddito».





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