
Sono 44 le persone detenute che dall’inizio dell’anno si sono suicidate in carcere. Nel mese di giugno 2023 il macabro conteggio arrivava a 33 suicidi. Un recente studio del Garante dei detenuti mostra che delle 44 persone morte per mano propria 42 erano uomini e 2 donne, l’età media circa 40 anni. Riguardo alla nazionalità, 24 italiani e 20 stranieri, provenienti da 14 diversi Paesi. Le fasce d’età più presenti sono quelle tra i 26 e i 39 anni (23 persone) e tra i 40 e i 55 anni (10 persone); le restanti si distribuiscono nelle categorie 18 – 25 anni (3 persone), 56-69 anni (7) e ultrasettantenni (1).
le condizioni estreme nelle quali vengono generalmente a trovarsi i detenuti, in particolare il sovraffollamento carcerario, sono fra le cause principali di questa emergenza senza fine. Siamo al momento al 130,59% e si raggiunge l’apice del 230% nel penitenziario milanese di San Vittore. Qualche riflessione andrebbe fatta, a nostro giudizio, sulla recente proposta lanciata in campo quasi a sorpresa dal ministro Carlo Nordio (“Gli stranieri in cella nei loro Paesi”, perché “così si risolve il sovraffollamento“) proprio a seguito della diffusione dei dati forniti dal Garante.
Questo sovraffollamento, però «non giustifica il ricorso all’indulto», ha dichiarato il Guardasigilli ospite del Taormina book festival. Bocciata l’ipotesi di risolvere il problema del sovraffollamento dei penitenziari con il colpo di spugna dell’indulto, Nordio ha poi spiegato: «Il sovraffollamento è il risultato di una sedimentazione pluridecennale. Escludo l’indulto, che è una resa dello Stato. Piuttosto penso a pene alternative e a forme di esecuzione diverse».
L’idea potrebbe però essere un’altra, a partire da un dato certo: quasi metà delle persone che affollano le carceri italiane è infatti composto da stranieri. «Se riuscissimo – spiega Nordio – a far scontare agli stranieri la loro pena nei Paesi di origine, già avremmo risolto una buona parte, anzi totalmente questo problema. Questo si può fare, però, soltanto attraverso gli accordi con questi Paesi».





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