Doccia fredda per le imprese che operano al Sud e che contavano su agevolazioni fiscali più consistenti per incentivare gli investimenti: il credito d’imposta per gli investimenti nelle Zone Economiche Speciali (ZES) del Sud Italia è stato recentemente ridotto al 17,6668%.

Come prima conseguenza potrebbe esserci un impatto significativo sui piani di investimento di molte aziende, poiché il ritorno fiscale su nuovi progetti sarà inferiore a quanto inizialmente previsto. In particolare, le aziende dovranno rivedere i loro piani di investimento tenendo conto della riduzione. Ciò significa che alcuni progetti potrebbero non essere più finanziariamente sostenibili.

Certo, le imprese potrebbero rinegoziare i progetti di investimento con i partner finanziari, o cercare altre forme di agevolazioni e incentivi a livello regionale o nazionale. Ma resta il fatto che la riduzione del credito d’imposta nelle ZES del Sud Italia rappresenta un ulteriore peso per le imprese che operano in queste aree.  

Fra le prime organizzazioni di categoria ad insorgere c’è la Confederazione Nazionale degli Artigiani: «Le risorse stanziate per il credito di imposta a favore delle imprese localizzate nella Zes unica – si legge nella nota diffusa in queste ore – si confermano del tutto insufficienti a promuovere gli investimenti in beni strumentali, impianti e attrezzature nelle regioni del Mezzogiorno realizzati tra il primo gennaio e il 15 novembre 2024».

«L’Agenzia delle Entrate – viene aggiunto dalla CNA – sulla base delle risorse disponibili ha fissato al 17,6668% la percentuale di credito di imposta effettivamente fruibile, il che riduce drasticamente il beneficio fiscale: in Abruzzo passa dal 15% al 2,65%, in Puglia dal 50% all’8,83%, in Sicilia dal 60% al 10,60%». Valori che – secondo la CNA – non consentono di incentivare investimenti produttivi nelle aree del Mezzogiorno, già penalizzate dall’esclusione degli investimenti di importo inferiore a 200 mila euro, in prevalenza realizzati da micro e piccole imprese. 

Fa eco, dalla Regione Puglia, l’assessore regionale allo Sviluppo Economico Alessandro Delli Noci: «Le politiche messe in campo dalla Regione in questi ultimi anni sul tema dell’attrazione degli investimenti rischiano di essere compromesse da una politica nazionale miope che, pur di accentrare potere, ha smantellato un sistema territoriale pensato per incentivare e garantire investimenti. Il pasticcio della Zona Economica Speciale Unica, voluta dal ministro Fitto e calata dall’alto, fa acqua da tutte le parti e, come immaginavamo, si presenta oggi più che mai come una mal riuscita strategia di marketing».

Ricordiamo che, nelle intenzioni del governo, la Zona economica speciale Zes unica nelle otto regioni del Mezzogiorno è un’area nella quale l’esercizio di attività economiche può beneficiare di speciali condizioni in relazione agli investimenti e alle attività di sviluppo d’impresa, con semplificazioni amministrative e vantaggi fiscali. I progetti che rientrano nei settori strategici accedono alla cosiddetta “autorizzazione unica”: è sufficiente presentare una sola istanza, con procedimento amministrativo semplificato e tempi molto più rapidi di quelli ordinari.

Staremo a vedere ora, con la drastica riduzione, quante di queste buone intenzioni potranno essere rispettate.

Published by

Lascia un commento