
Il presidente della Commissione elettorale centrale israeliana ha ordinato allo Shin Bet di indagare su presunte interferenze elettorali dall’estero, sulla base di informazioni di intelligence definite “eccezionalmente gravi”. Secondo l’emittente N12, i sospetti riguardano finanziamenti provenienti dal Qatar per aumentare l’affluenza alle urne tra la popolazione araba in Israele, parte dei quali sarebbe transitata attraverso canali già utilizzati per finanziare il terrorismo.
In una nota il Likud, partito di Netanyahu, dichiara: «Le elezioni sono state rubate da partiti arabi che sostengono il terrorismo e l’eliminazione dello Stato ebraico attraverso gravi reati quali corruzione, minacce, violenza, falsificazione e utilizzo di software proibiti».
«A meno di 48 ore dalla chiusura delle urne in Israele – si legge oggi sul Giornale diretto da Tommaso Cerno – allo stallo politico si aggiunge il sospetto delle interferenze estere sul voto. Il Likud ritiene, infatti, che Qatar e Turchia siano la fonte dei fondi presumibilmente inviati ai gruppi arabi per la mobilitazione degli elettori: quanto basta perché il presidente della Commissione elettorale centrale, il giudice Noam Sohlberg, si rivolgesse al capo dello Shin Bet. Un’accusa che ora la stessa polizia respinge, dichiarando che non vi siano “prove a sostegno”».
Tuttavia stamane l giudice Noam Solberg (vicepresidente della Corte Suprema israeliana e presidente della Commissione centrale per le elezioni) ha incaricato David Zini di avviare un’indagine su «sospetti riguardanti finanziamenti esteri e sospetti di corruzione elettorale da parte di entità straniere».
«Sono stati portati alla mia attenzione seri sospetti riguardo a un’indebita influenza sulle elezioni, esercitata attraverso finanziamenti forniti da entità straniere che agiscono contro gli interessi israeliani», scrive Sohlberg. «Pur non potendo confermare la fondatezza di tali sospetti, ritengo che, dato il coinvolgimento di entità straniere, vi sia l’obbligo di indagarli a fondo», ha aggiunto, precisando di attendere i risultati dell’indagine entro una settimana.





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