
Opinionisti indipendenti di livello internazionale stanno fornendo notizie sulla fuga di Flavio Bolsonaro negli USA, ben oltre la narrazione del mainstream ufficiale brasiliano.
Si comincia con quello che era accaduto a suo padre, Jair Bolsonaro, condannato a 27 anni e posto agli arresti domiciliari dopo aver contestato i risultati del 2022 ed essere stato accusato di aver complottato per ribaltare l’esito elettorale.
Una precondizione da non poco, quindi.
Si passa poi all’analisi del voto che ha decretato la vittoria di Lula.
Al primo turno, come è noto, Bolsonaro era in vantaggio. Lula ed il suo ex avvocato difensore in casi di corruzione, che ora siede nella Corte Suprema brasiliana, hanno richiesto una proroga di due ore che, miracolosamente, ha fatto emergere voti a sufficienza per far vincere Lula. «Tale proroga ha aggiunto solo circa 35.000 voti, pari a circa lo 0,03% del totale: una cifra del tutto insufficiente a giustificare il margine finale di circa 4,4 milioni di voti a favore di Lula».
I dubbi sulla regolarità del voto si sono accentuati dopo le dichiarazioni di Elon Musk, secondo cui «i conti non tornano», dal momento che Bolsonaro è passato da 56,1 milioni di voti al primo turno al primo turno a 59,8 milioni al secondo turno, mentre Lula passava da 53,9 milioni a 64,2 milioni.
Rincara la dose su X il giornalista d’inchiesta Fabio Dragoni: «In 106 seggi zero voti per Bolsonaro. Tutto perfettamente normale…».
Bolsonaro ha contestato le elezioni perchè, alla luce di questi dati, la vittoria gli sarebbe stata sottratta con l’inganno. Poche ore dopo il voto lo hanno accusato di aver tentato di ribaltare l’esito elettorale, esattamente come avevano fatto con suo padre, e di aver incitato alla “violenza” nelle strade. Infine gli hanno vietato di lasciare il Paese e gli hanno annullato il passaporto per impedirgli di partire.
Bolsonaro era già in contatto con gli Stati Uniti, che lo hanno fatto espatriare nel corso di un’operazione riservata, prima che le autorità potessero rinchiuderlo in prigione, come avevano fatto con suo padre.
Nel frattempo la deputata transgender Erika Hilton del Partito Socialismo e Libertà, molto vicina Lula, starebbe chiedendo pubblicamente al governo brasiliano di confiscare i beni di Bolsonaro e di sua moglie e di congelare i loro conti bancari.
La sua nota dagli Stati Uniti
La matematica non è un’opinione. Stando ai dati, Flávio Bolsonaro ha ricevuto zero voti in 106 sezioni dove Lula ne ha ricevuti 14.860, secondo una analisi del Paris Group pubblicato dal periodico Folha. In altre 3042, Flavio ha totalizzato meno di 10 voti. Esperti in demoscopia considerano ciò “statisticamente impossibile”.
Ecco allora brani dalla nota ufficiale inviata da Flavio Bolsonaro al suo arrivo negli Stati Uniti.
«Non sono fuggito dal Brasile, sono partito per il bene del Brasile». «Considerata la manipolazione politica del sistema giudiziario in Brasile, ho portato la mia famiglia negli Stati Uniti, dove siamo al sicuro».
«Le azioni illegali dell’ex avvocato di Lula hanno permesso che si materializzasse un’impossibilità matematica, e Lula ha guadagnato più di 10 milioni di voti dal primo al secondo turno».
«Non c’è alcun mandato di arresto nei miei confronti perché non ho commesso alcun reato. Quello che è in corso è una caccia alle streghe a sfondo politico. Vorrei ringraziare il presidente Milei per il suo coraggio, il suo senso di giustizia e il suo rispetto per lo stato di diritto, e il presidente Trump e il meraviglioso popolo americano per avermi accolto».
Flávio Bolsonaro è entrato negli Stati Uniti con un passaporto diplomatico che la polizia federale brasiliana aveva annullato, mentre per entrare in Argentina ha utilizzato il suo passaporto italiano. Sua moglie Fernanda e le sue figlie hanno utilizzato passaporti brasiliani.





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