
Dopo avervi presentato la Friedrich-Ebert-Stiftung (FES), la più antica fondazione politica tedesca, vicina alla socialdemocrazia (SPD), vi parliamo questa settimana di una rivista britannica parimenti ispirata ai valori della Socialdemocrazia. Si tratta di “Renewal A Journal of Social Democracy”, trimestrale britannico di politica e attualità. «Fin dal suo lancio nel 1992 – viene spiegato dalla redazione – Renewal ha costantemente promosso ed esaminato le condizioni per una visione radicale ed emancipatrice della socialdemocrazia. Ci fondiamo sull’impegno per una vera libertà e uguaglianza per tutti, per porre fine alla mercificazione della natura e della vita quotidiana e per estendere la democrazia e la solidarietà in Gran Bretagna, in Europa e nel mondo».
Nell’Editoriale dell’ultimo numero – pubblicato a inizio ottobre 2026 – il direttore della rivista, David Klemperer, fa riferimento al recente discorso di Yuan Yang (foto sopra), deputata laburista per Early e Woodley, che prova ad attuare i principi socialdemocratici alle complessità delle moderne democrazie occidentali.

«Yang – scrive Klemperer – sostiene che la fine del neoliberismo non dovrebbe significare la fine dei mercati o del capitalismo, bensì l’accettazione del pluralismo economico, in cui diverse strategie di sviluppo e forme di governance economica possano coesistere in diversi settori e regioni, con il decentramento che consentirebbe una maggiore sperimentazione. In pratica, suggerisce che ciò rappresenterebbe un abbandono delle certezze economiche, un rafforzamento del potere degli elettori locali contro le istituzioni tecnocratiche e una nuova importanza attribuita alla visione e ai valori politici».
«La visione di Yang sulla fine del neoliberismo non riguarda quindi solo un nuovo modello economico, ma anche un nuovo modello sociale e politico. Abbattendo le distinzioni artificiali del neoliberismo tra Stato, società e mercato, immagina un futuro con un margine molto più ampio per la partecipazione democratica e la sperimentazione collettiva di modelli di vita. Questo è un grande punto di forza: in definitiva, una socialdemocrazia puramente economicistica sarebbe limitata e molto probabilmente insoddisfacente».
Guardando poi al nuovo premier britannico, l’Editoriale si conclude con un segno di speranza. «Oggi, alcuni segnali indicano che Andy Burnham potrebbe condividere una simile visione. In un saggio pubblicato in questo numero di Renewal , lo scrittore Julian Coman suggerisce che la formazione religiosa cattolica di Burnham lo abbia reso sensibile a una “crisi di mancanza di reciprocità ed empatia” nel Paese, e lo abbia incline a una forma di politica fondata sul concetto di “bene comune”. Nel suo primo discorso sui gradini di Downing Street, Burnham dichiarò esplicitamente la sua intenzione di “aiutare le persone a vivere bene”».





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