Tre jet russi entrati ieri nello spazio aereo dell’Estonia sono stati respinti da F-35 italiani decollati dalla base di Amari, nel Paese baltico.

L’incidente segue di una decina di giorni l’incursione di droni russi nei cieli polacchi, ma anche stavolta è stato smentito dalla Russia, che nega di aver inviato aerei sui cieli dell’Estonia. Anche la polizia di frontiera della Polonia ha dichiarato che due caccia russi hanno violato la zona di sicurezza della piattaforma di esplorazione petrolifera e di gas Petrobaltic nel Mar Baltico, effettuando un sorvolo a bassa quota.
L’incidente ha spinto Tallinn, come già era accaduto a Varsavia, ad invocare l’articolo 4 della Nato per chiedere una consultazione urgente. Il il Consiglio Nordatlantico ha accolto la richiesta e lo ha convocato per l’inizio della settimana prossima.
La ripetuta violazione dello spazio aereo dell’Estonia da parte di jet russi «potrebbe causare un grosso problema, non mi piace», ha dichiarato a caldo il presidente Usa, Donald Trump, parlando nello Studio Ovale.

Intanto il timore cresce in tutti i paesi dell’Unione Europea, a cominciare proprio dall’Italia. Intervistato dal Mattino, il generale Marcello Bellacicco ha detto che l’Italia possiede tre sistemi di difesa da droni nemici, ma questo non basta, «dobbiamo migliorare».
Netta anche la dichiarazione del generale Leonardo Tricarico, ex capo di stato maggiore dell’Aeronautica militare: «Questa è un’altra provocazione deliberata, bisogna reagire, ma con sangue freddo e nervi saldi, altrimenti il rischio è di cadere nella trappola russa».
LA REAZIONE DELL’UE
La Commissione Ue ha già adottato un nuovo pacchetto di sanzioni contro Mosca, è il diciannovesimo. Tanto per cominciare, la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha detto che «è venuta l’ora di chiudere i rubinetti del gas dalla Russia». Col nuovo pacchetto di sanzioni l’Ue intende colpire il sistema di carte di credito nazionale messo a punto dalla Russia (MIR) nonché il sistema di pagamento veloce (SBP). In aggiunta, per la parte dedicata alla finanza, divieto totale delle transazioni sulle piattaforme di scambio di criptovalute e sulle criptovalute, restrizioni alla fornitura di servizi di cripto-asset e all’emissione di moneta elettronica ai cittadini russi e divieto totale delle transazioni su ulteriori banche in Russia e in Paesi terzi (Kazakistan, Bielorussia, Kirghizistan, Tagikistan).





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