
Non c’è stato alcun intento punitivo nei confronti degli Istituti di credito, ma solo un dialogo costruttivo, un lavoro condiviso che ha portato a raggiungere il risultato.
Così la premier Giorgia Meloni, intervenendo ieri in conferenza stampa dopo il varo in CDM, ha spiegato come si è arrivati ad ottenere le risorse che banche e assicurazioni metteranno a disposizione come risorse aggiuntive per finanziare welfare e sanità. A dimostrazione del fatto che nessuno abbia inteso penalizzare questi Istituti, Giorgia Meloni ha voluto sottolineare che, infatti, non è stato prevista alcuna tassazione sugli extraprofitti dei colossi del credito.
Un risultato che non era dato per certo. Proprio per questo, Meloni ha voluto «ringraziare gli istituti bancari ed assicurativi, perché abbiamo trovato una disponibilità che non era scontata».
Famiglia e natalità, riduzione delle tasse, sostegno ai salari e alle imprese, sanità: questi i quattro capisaldi della manovra illustrati dalla premier insieme ai due vice Tajani e Salvini. Quanto alle parole del presidente Mattarella sulle difficoltà legate proprio agli stipendi bassi dei lavoratori, «in Italia – ha ammesso Meloni – c’è un problema e sappiamo che non si risolve da un giorno all’altro. Nei dieci anni precedenti al nostro governo, il potere d’acquisto dei salari italiani diminuiva di oltre il 2% mentre nel resto d’Europa cresceva del 2,5%. La buona notizia è che adesso questa tendenza si è invertita: i salari hanno ripreso a crescere più dell’inflazione, quindi la strategia che il governo ha messo in campo sta dando dei frutti».





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