Sarebbe già saltato – almeno per ora – il vertice a Budapest fra Vladimir Putin e il presidente USA Donald Trump dopo le dichiarazioni rilasciate qualche ora fa da quest’ultimo: «Non voglio perdere tempo, vedremo come andrà a finire».

Ma intanto si avvicina il Consiglio Europeo, con una serie di nodi spinosi sul tappeto.

Nel giorno delle comunicazioni in Parlamento in vista del Consiglio europeo, la premier Giorgia Meloni e altri leader europei (tra questi, il primo ministro inglese Starmer, il cancelliere tedesco Merz, il presidente francese Macron e quello ucraino Zelensky) hanno intanto firmato una dichiarazione congiunta per ribadire la posizione del Vecchio Continente sul dossier ucraino, tema centrale del vertice in programma a Bruxelles. Una delle questioni principali sul tavolo dei leader sarà proprio il sostegno finanziario a Kiev nei prossimi anni, comprese le possibilità basate sui beni russi congelati. Finora l’Ue ei suoi Stati membri hanno fornito 177,5 miliardi di euro a sostegno dell’Ucraina, 63,2 dei quali sotto forma di sostegno militare.

«Stiamo sviluppando misure per utilizzare appieno il valore dei beni sovrani russi immobilizzati affinché l’Ucraina disponga delle risorse di cui ha bisogno”, si legge nella dichiarazione dei leader. Nella stessa nota i capi di Stato e di governo dicono di sostenere “fermamente la posizione del presidente Trump che i combattimenti devono cessare immediatamente, e che l’attuale linea di contatto deve essere il punto di partenza per i negoziati”. Ma l’utilizzo degli asset russi resta un “nodo”, visto che all’interno della Ue non c’è ancora unanimità sull’argomento.

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