Questa volta, come del resto al suo solito, il vicepremier Matteo Salvini non le ha mandate a dire sugli scioperi ricorrenti e a sorpresa indetti dalla CGIL, che mandano letteralmente in tilt il Paese.

«Nel giorno dello sciopero illegittimo per Gaza, che ricordo è stata salvata da Trump e non da Landini – ha attaccato il ministro dei Trasporti Salvini in un’intervista a Mario Sechi – hanno viaggiato solo 400 mila italiani e ne sono stati lasciati a piedi 1 milione. Ma ci rendiamo conto di qual è il danno economico di lasciare a piedi 1 milione di lavoratrici e lavoratori?».

Quanto alle proteste del segretario CGIL Maurizio Landini per l’intervento del Garante degli scioperi, «Landini se l’è presa con me, ma dovrebbe arrabbiarsi con se stesso perché lancia scioperi a sorpresa». Probabilmente, ipotizza Salvini – è invidioso dell’ex segretario Cisl Luigi Sbarra, che è diventato sottosegretario nel Governo». Il punto è che «le mire del suo sindacato sono politiche, Landini vuole fare il ministro quando vince Schlein, ma dovrà aspettare a lungo…».  

D’altronde, se in undici mesi le disdette alla CGIL sono state la bellezza di 46.000, un motivo ci sarà. I lavoratori potrebbero aver compreso che il sindacato un tempo dedito a difendere a spada tratta i loro diritti, oggi punta invece a conquistare fette della politica. In questo scenario si collocherebbe anche, seguendo la visione di Salvini, anche la raffica di scioperi, per motivi che poco o nulla hanno a che vedere con l’aumento dei salari o la riduzione degli orari di lavoro.

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