Sta facendo discutere il post pubblicato su Instagram da Vanessa Incontrada, che definisce “indegno” il DDL Valditara sul consenso informato dei genitori nelle scuole. Approvato in Commissione, il provvedimento attende ora il voto dell’Aula.

Ferma ed immediata è stata la risposta alla nota attrice di Pro Vita & Famiglia.

«Cara Vanessa Incontrada, definire “indegno” il Ddl Valditara è un insulto al buon senso e ai diritti dei genitori. Perché sono i genitori – non lo Stato, non gli insegnanti e nemmeno gli attivisti LGBT travestiti da educatori – ad avere il dovere e il diritto di educare i propri figli. Lo dice anche la Costituzione Italiana, all’art. 30, che riconosce ai genitori il diritto e il dovere di istruire ed educare i figli. E questo diritto non può essere calpestato da chi pretende di imporre corsi di “educazione sessuale” o “identità di genere” a scuola senza informare le famiglie».

«La sessualità – proseguono – non è un gioco da raccontare a scuola come fosse un’avventura “emozionante”. È una dimensione profonda della persona, che va rispettata e accompagnata, non banalizzata o manipolata ideologicamente».

Quindi, «altro che “decisione indegna”: indegno è escludere i genitori dall’educazione dei figli, sostituendo l’amore e la responsabilità familiare con un’ideologia che confonde e ferisce. Difendere l’innocenza dei bambini non è censura. È giustizia. È libertà», concludono.

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