«Quello della Cgil “è uno sciopero politico che il sindacato, l’unico, organizza rompendo l’unità sindacale. Mi pare invece che ci sia un isolamento politico della Cgil». Non si possono che sottoscrivere alla lettera le parole pronunciate dal vicepremier Antonio Tajani dopo l’annuncio dato ieri dal leader della Cgil Maurizio Landini, che ha indetto uno sciopero generale contro la manovra per venerdì 12 dicembre.

Venerdì 12 dicembre, dunque, i trasporti pubblici, i servizi e numerosi settori pubblici e privati si fermeranno. «Riteniamo che questa sia una manovra ingiusta, sbagliata e la vogliamo cambiare – aveva dichiarato Landini – l’emergenza fondamentale in questo momento è il salario: c’è bisogno di aumentare i salari, questa manovra non lo fa». Per i cittadini, per i lavoratori, per gli ammalati che vanno in ospedale, per i bambini che devono raggiungere le scuole, questo significa prepararsi a possibili disagi su autobus, treni e servizi pubblici essenziali, anche perché la giornata di sciopero sarà accompagnata da manifestazioni in diverse città italiane.

Landini ha proposto un contributo di solidarietà dell’1% per chi ha una ricchezza superiore ai 2 milioni di euro: «Stiamo parlando di 500mila persone che sono ricche. Basterebbe un loro contributo al fisco di un 1% per poter avere 26 miliardi da investire nella sanità, per le assunzioni, sulla scuola, per aumentare gli stipendi a tutte le persone». Tuttavia, continuando su questo andazzo, la Cgil intasa le città, danneggia la produttività delle imprese, ma nel frattempo, impegnata nella sua azione politica, diversamente dalle altre sigle sindacati non firma i contratti, troppo impegnata ad organizzare gli scioperi di venerdì.

«Evidentemente – ha aggiunto Tajani – c’è qualcosa, che non funziona nella Cgil. Perché se il mondo sindacale la pensa in maniera diversa da tutti gli altri. Mi pare che la Cgil sia isolata nel mondo del lavoro. La Cgil è libera di fare, ma gli altri firmano contratti, con aumenti salariali e la Cgil è sempre contro. Può essere che Landini abbia delle mire politiche, che voglia fare il leader della sinistra. Legittimo. Io faccio solo un’analisi politica», ha concluso Tajani. 

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