Secondo i dati del Ons, l’ufficio nazionale di statistica, nel terzo trimestre 2025 la produzione in Gran Bretagna è diminuita dello 0,5%. Negativo anche il valore delle importazioni di beni, che a settembre 2025 è diminuito di 1 miliardo di sterline. Non va meglio il comparto delle esportazioni di beni, crollato del 5,5% nello stesso mese sia verso gli Stati europei che agli esterni.  

Un calo trimestrale i grosse proporzioni, dunque, che preoccupa non poco i sonni del primo ministro Keir Starmer, anche perché il deficit commerciale totale di beni e servizi è aumentato di 2,8 miliardi di sterline, raggiungendo i 5,6 miliardi di sterline nel terzo trimestre (da luglio a settembre).

Complessivamente, l’economia britannica ha deluso le attese, mentre per giunta si avvicina quella che si prevede essere una finanziaria “difficile”, con un aumento delle tasse ormai scontato, che sarà annunciato dal Cancelliere Rachel Reeves a fine novembre, infrangendo tutte le promesse elettorali del governo.

«Gran parte del calo di settembre e il modesto aumento del Pil nel terzo trimestre – si legge in una nota di Capital Economics – sono dovuti all’impatto sull’attività manifatturiera causato dallattacco informatico a Jaguar Land Rover, che sarà invertito nel quarto trimestre». Resta comunque il fatto che «nel quadro generale, l’economia britannica stia faticando a guadagnare slancio significativo, a causa delle tasse più elevate e della debole attività estera», viene aggiunto.

Non aiuteranno di certo a superare questo fosco panorama economico gli aumenti fiscali nel prossimo Bilancio «che – sempre secondo gli analisti – probabilmente ridurranno il Pil di circa lo 0,2% nel 2026». Insomma, dalle parti di Downing Street, «c’è ben poco motivo di pensare che la crescita accelererà nel breve termine».  

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