
Pieno sostegno italiano all’Ucraina nella difesa della sua libertà e via libera al dodicesimo decreto di aiuti militari da Roma a Kiev. Questa la prima delle risoluzioni varate dal Consiglio Supremo di difesa, presieduto ieri al Quirinale dal Capo dello Stato Sergio Mattarella. Fondamentale – è stato aggiunto – rimane la partecipazione alle iniziative dell’Unione Europea e della NATO di sostegno a Kiev e il lavoro per la futura ricostruzione del Paese.
«Il Consiglio – si legge in una nota del Quirinale – osserva con preoccupazione l’accanimento della Russia nel perseguire, ad ogni costo, i propri obiettivi di annessione territoriale. Kiev resta bersaglio di continui bombardamenti contro infrastrutture critiche e civili, con gravi interruzioni energetiche e numerose vittime; il prezzo sostenuto dalla popolazione è sempre più pesante e iniquo». Va considerata inoltre la trasformazione che il conflitto ha mostrato nel condurre le azioni militari. Il riferimento è all’impiego di droni, che la Russia utilizza anche violando lo spazio areo della NATO e dei Paesi dell’Unione Europea. Da qui «la necessità per l’Europa di adeguare le capacità ai nuovi scenari attraverso la definizione di progetti d’innovazione come quelli contenuti nel Libro bianco per la difesa».
Passando al fronte mediorientale il Consiglio, valutando positivamente il cessate il fuoco ed il rilascio degli ostaggi, ritiene indispensabile il rispetto dei patti di Sharm el-Sheikh, ma «una pace duratura richiede un approccio regionale e multilaterale, capace di bilanciamento tra poteri locali e impegno internazionale, e deve necessariamente garantire il disarmo di Hamas».
L’Italia, che è presente nell’assistenza umanitaria nella Striscia di Gaza, farà la sua parte anche per l’addestramento delle forze di Polizia palestinesi e nella partecipazione alle iniziative dell’Unione Europea e della comunità internazionale. Ciò detto, il Consiglio ha ribadito che «i sentimenti suscitati dagli avvenimenti a Gaza non possono confluire in quello ignobile dell’antisemitismo che oggi appare talvolta riaffiorare».
Al Consiglio Supremo di difesa hanno preso parte, fra gli altri, il presidente del Consiglio dei ministri Giorgia Meloni ed i ministri Tajani, Piantedosi, Crosetto, Giorgetti, Urso, oltre al capo di Stato maggiore della difesa, generale Luciano Portolano e al sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano.





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