Un nuovo leader socialdemocratico si staglia all’orizzonte dell’Europa.  E’ l’eurodeputato João Cotrim de Figueiredo (nella foto), candidato alle elezioni presidenziali del 2026 in Portogallo. Una figura politica, la sua, che sembra essere in costante ascesa. In una recente intervista ha affermato che arriverà al secondo turno delle presidenziali contando sull’appoggio degli elettori del Partito socialdemocratico (Psd) e persino del Partito socialista (Ps), che non si identificano con i candidati ufficialmente sostenuti dai partiti centristi. 

Ma a fare rumore sono state soprattutto le recenti affermazioni di Cotrim de Figueiredo sul conflitto tra Russia e Ucraina. Intervistato da Euronews, il leader socialdemocratico ha detto di trovare incomprensibile che l’Unione europea non abbia ancora mobilitato i beni russi congelati che servono come garanzia per il prestito di riparazione a Kiev. Questo sarebbe infatti «il modo più rapido, se non fosse per questo approccio più timoroso da parte del governo belga, ma non solo. Credo che sia assolutamente necessario dare all’Ucraina ciò di cui ha più bisogno in questo momento, cioè il denaro. Più che i progressi militari, più che l’inverno che si avvicina, più che il logorio di quattro anni di guerra, è l’asfissia finanziaria che sta mettendo a rischio lo sforzo bellico ucraino».

«Finché non avremo questo coraggio e non mostreremo questa volontà di difendere i nostri interessi, i nostri valori e coloro che sono con noi – ha poi incalzato Cotrim de Figueiredo – i tiranni come Putin sentiranno sempre di avere mano libera per continuare le loro aggressioni».

Un secco no anche alle opzioni alternative, come quella di mobilitare denaro sui mercati per dare a Kiev una sovvenzione a fondo perduto necessaria a coprire le necessità finanziarie e militari immediate nel 2026, di cui si discuterà al prossimo vertice del 18 dicembre. Una sorta di Piano B che non convince l’eurodeputato: «Proporre queste opzioni significa già dare per scontato che non sarà possibile mobilitare le risorse russe, e vi dico con tutta tristezza, ma anche con tutta chiarezza, che se l’Europa non può mobilitare le risorse russe per aiutare l’Ucraina, allora non merita davvero la pace per la quale ha lottato così duramente».

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