Ha preso il via a Bruxelles la riunione dei ministri della Giustizia al Consiglio Giustizia e Affari Interni. A rappresentare l’Italia è il ministro della Giustizia, Carlo Nordio. Temi sul tappeto sono lo stato di avanzamento dei lavori per un’applicazione semplificata del regolamento generale sulla protezione dei dati (Gdpr), legato anche alla presentazione, il 19 novembre scorso, dell’omnibus digitale, un pacchetto volto a semplificare diverse normative in materia di intelligenza artificiale, dati e cybersecurity. In discussione anche le disposizioni modello per il diritto penale Ue e la politica in materia di droga, con particolare riferimento alla strategia antidroga e al piano d’azione contro il traffico di droga.

Ma in agenda c’è soprattutto la lotta contro l’impunità per i crimini commessi in Ucraina. Focus, in particolare, sulla cooperazione degli Stati membri Ue con il Tribunale speciale per i crimini di aggressione contro l’Ucraina, nonché il sostegno alla Corte penale internazionale.

Il commissario Ue alla Giustizia, Michael McGrath ha auspicato una “rapida adesione” degli Stati membri al Tribunale speciale per i crimini di aggressione e alla Commissione internazionale per i risarcimenti. «Dobbiamo continuare a concentrarci sulle questioni della responsabilità, ma anche della giustizia e del risarcimento per il popolo ucraino e le vittime dell’aggressione russa in Ucraina», ha spiegato McGrath.

La situazione in Ucraina sarà anche al centro del summit previsto per il 18 e 19 dicembre a Bruxelles, accanto a questioni come la sicurezza in Europa e il Quadro finanziario pluriennale dell’Unione europea per il periodo 2028-2034.

L’invito ai 27 è stato rivolto da Antonio Costa, presidente del Consiglio europeo, ma vale anche per mercoledì 17 dicembre, quando si terrà il vertice Ue-Balcani occidentali. Sarà ascoltato il Presidente ucraino Zelensky. «I recenti sviluppi evidenziano la necessità di un’azione urgente da parte dell’Ue. Al Consiglio europeo di ottobre ci siamo impegnati ad affrontare le urgenti esigenze finanziarie dell’Ucraina per il 2026-2027, anche per i suoi sforzi militari e di difesa. Nella nostra prossima riunione dovremo decidere, sulla base dei lavori preparatori in corso, come attuare tale impegno», aggiunge Costa. Quanto alle trattative per la pace, «discuteremo su come continuare a difendere al meglio gli interessi dell’Europa e su come rafforzare la posizione negoziale dell’Ucraina. Un elemento importante di questa equazione è l’aumento della pressione sulla Russia».  

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