«Trump è soddisfatto di dove siamo arrivati, l’incontro è stato positivo su molte questioni, il lavoro dei nostri colleghi, della Germania, della Francia, della Gran Bretagna, è stato straordinario». E’ quanto riferiscono in queste ore gli alti dirigenti USA inviati dal presidente americano al vertice di Berlino sul conflitto in Ucraina. Secondo alcune fonti, il 90% delle questioni sarebbe già stato affrontato e risolto, anche se restano ancora nodi da sciogliere.

Sulla guerra in Ucraina si è soffermato oggi anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, intervenendo alla Farnesina per la sessione inaugurale della XVIII Conferenza delle ambasciatrici e degli ambasciatori d’Italia

«Permane l’aggressione russa ai danni dell’Ucraina – ha detto Mattarella – con vittime e immani distruzioni, e con l’aberrante intendimento, malgrado gli sforzi negoziali in atto, di infrangere il principio del rifiuto di ridefinire con la forza gli equilibri e i confini in Europa. Infrangere questo principio – ha concluso – è un’azione ritenuta irresponsabile e inammissibile già oltre cinquanta anni addietro nella Conferenza di Helsinki sulla cooperazione e sicurezza nel continente».

Su Gaza, invece, il capo dello Stato ha sottolineato: «La tragedia di Gaza, con il suo carico di sofferenza civile e il persistente alto rischio di escalation, continua a esporre il Medio Oriente a nuove lacerazioni». E «il raggiungimento del cessate-il-fuoco, per quanto fragile, richiede il fermo sostegno di tutta la Comunità internazionale».

La questione bollente resta quella del congelamento degli asset russi, che di sicuro non frenerà il Cremlino. A gettare acqua sul fuoco ci ha pensato oggi il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot: «In Ucraina la Russia è in scacco sul piano politico, militare ed economico». «L’avanzata millimetrica sul fronte ha un costo incommensurabile in termini di vite umane», ed è «in questo contesto proseguono oggi a Berlino le discussioni tra ucraini, europei e americani».

Poi l’affondo: «Ed è anche in questo contesto – ha aggiunto Barrot – che gli europei hanno deciso di prendere in mano il proprio destino, con decisioni molto significative, a cominciare da quella presa venerdì, che consiste nel privare la Russia dei suoi beni russi depositati in Europa, per tutto il tempo necessario, fino a quando la Russia di Vladimir Putin non porrà fine alla sua guerra di aggressione e verserà i risarcimenti all’Ucraina».

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