La data non è ancora certa ma una decisione è stata presa: per il referendum sulla Giustizia si voterà entro il mese di marzo, la data più gettonata al momento sarebbe quella di domenica 29 marzo.

Questo giornale, come i nostri lettori avranno già visto, ha finora ospitato tanto le posizioni per il SI’ quanto quelle per il NO. E lo abbiamo fatto per dovere di cronaca ed impegno deontologico, pur avendo premesso che la Fondazione Gaetano Salvemini, editore de L’Umanità, animata da spirito profondamente liberale, sostiene le ragioni del SI’ unitamente alla Fondazione Luigi Einaudi e ad altre rilevanti compagini istituzionali, in primis l’Avvocatura.

Ma quali sono ad oggi le preferenze degli italiani? Stando agli ultimi sondaggi riportati da Avvenire, se si votasse oggi ci sarebbero quasi dieci punti a favore della Riforma della Giustizia targata Nordio. Ma la novità vera è un’altra. Sul tavolo del Consiglio dei Ministri ci sarebbe la norma che modifica da una a due, domenica e lunedì, le giornate di voto. Una decisione importante per battere l’astensionismo, che continua a crescere paurosamente anche quando le consultazioni riguardano elezioni amministrative, com’è stato per le ultime regionali.

Bene dunque, anzi benissimo, se passerà il provvedimento che assegna ai cittadini la facoltà di recarsi alle urne anche il lunedì.

La data del voto però, come dicevamo all’inizio, è ancora in bilico. Matteo Salvini spingeva per domenica primo marzo, ma non tutti nell’esecutivo sono d’accordo.  «Nessuno scontro politico – ha chiarito Carlo Nordio ponendo fine ad accenni su presunte polemiche interne – il problema è tecnico». Anche il Guardasigilli comunque, assicurano i fedelissimi, vorrebbe che il voto si tenesse entro il mese di marzo.

Di sicuro si sta cercando di evitare incidenti di percorso, ad esempio i possibili ricorsi nel caso in cui non venisse rispettato l’intervallo di tre mesi dal decreto di indizione, come del resto indicato dal Viminale. In questo senso la data del 29 marzo sarebbe perfetta. La decisione sarà quasi certamente rinviata al prossimo CDM del 29 dicembre.

Nordio è ottimista. «Quando avremo chiuso la parentesi del referendum, che mi auguro essere confermativa, metteremo subito mano al processo penale – spiega – stiamo lavorando per un nuovo codice di procedura penale che enfatizzi i momenti del garantismo».

«Teniamo conto – ha aggiunto il Guardasigilli – che oggi in Italia ci sono più di 15mila persone in detenzione che non scontano una condanna definitiva e buona parte di queste poi viene scarcerata perché la loro detenzione si manifestava ingiustificata. Su questo profilo sarà ancora più necessario intervenire successivamente, come noi abbiamo intenzione di intervenire proprio per limitare il più possibile la carcerazione preventiva».

Published by

Lascia un commento

Scopri di più da L'UMANITA' - Organo del Partito Socialdemocratico Italiano

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere