
Il primo ministro danese, Mette Frederiksen, «dovrebbe essere più attenta all’ascolto e meno divisiva». Lo ha dichiarato il sindaco di Herlev recentemente rieletto, Marco Damgaard, che rappresenta anche il medesimo partito socialdemocratico.
Eccoci alla Danimarca. Ed eccoci ad un’altra donna leader dei socialdemocratici in Europa.
In un’intervista al quotidiano Jyllands-Posten, Damgaard ha affermato che il partito dovrebbe smettere di cercare di competere con il Partito Popolare Danese (DF) di estrema destra sulle politiche migratorie più severe. Ha anche definito “troppo duri” i messaggi socialdemocratici sugli immigrati.
«L’Islam pone enormi sfide, ma dobbiamo comunque garantire la libertà di religione e la libertà di seguire l’Islam in Danimarca», ha affermato Damgaard, che in precedenza ha lavorato come preside nella zona svantaggiata di Tingbjerg. Per Damgaard, inoltre, i socialdemocratici sono stati troppo divisivi con le “strategie sui social media finora perseguite».
Il sindaco auspica inoltre un ritorno alle politiche “fondamentali” dei socialdemocratici e un allontanamento dall’attuale governo di coalizione centrista. Ha inoltre affermato di poter immaginare che i socialdemocratici formino un governo di centro-sinistra dopo le prossime elezioni parlamentari, se otterranno un numero sufficiente di seggi. Non escluderebbe inoltre di collaborare con l’Alleanza Rosso-Verde (Enhedslisten) di sinistra come supporto parlamentare, sottolineando che ciò è già accaduto nella politica danese nella storia recente.
Insomma, la dialettica in seno ai socialdemocratici danesi va avanti. A dimostrazione di confronti sani e costruttivi, in perfetto stile liberale e democratico.





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