
«Il governo italiano si occupa della vicenda Trentini quotidianamente da 400 giorni e, come sappiamo, non è l’unico. Lo abbiamo fatto e lo continuiamo a fare mobilitando tutti i canali, politici, diplomatici e di intelligence e non smetteremo fino a quando la signora Armanda non potrà riabbracciare suo figlio». E’ uno dei punti “caldi” trattati dalla presidente del consiglio Giorgia Meloni nella conferenza stampa d’inizio anno. «È molto doloroso non potere riuscire a dare risposte nei tempi che vorrei», ha aggiunto.
Stamane come sappiamo il governo venezuelano ha liberato i primi quattro italiani, cresce l’attesa per Alberto Trentini. «Saluto con gioia – ha commentato la presidente – la liberazione degli altri italiani, io sono fiduciosa, voglio dire che il segnale dato dalla presidente venezuelana è nel senso della pacificazione e lo cogliamo e penso anche che possa rappresentare un elemento molto importante nella relazione tra l’Italia e il Venezuela», afferma la premier.
Con la liberazione dei quattro italiani, fra cui l’impenditore Luigi Gasperin e il giornalista politico Biagio Pilieri, il nuovo, fragile regime venezuelano manda un segnale di apertura agli Stati Uniti e al resto del mondo: spera così di di incassare la liberazione di prigionieri politici venezuelani all’estero. Gasperin, imprenditore di 77 anni, era stato arrestato il 7 agosto 2025 nello Stato Monagas per presunta detenzione, trasporto e uso di materiale esplosivo presso gli uffici di una società di cui era socio di maggioranza e presidente. Era tra i 28 italiani costretti al carcere in Venezuela per motivi legati alla politica, all’attività professionale o all’espressione di opinioni considerate scomode al governo di Maduro.
Restano ancora in carcere a Caracas Alberto Trentini, da oltre 400 giorni, e gli altri connazionali reclusi nel paese sudamericano, come il commercialista piemontese Mario Burlò.
Da ore il ministro Antonio Tajani è in contatto con l’ambasciatore a Caracas, la rete consolare e esponenti della Chiesa e società civile del Venezuela: «il governo – fa sapere la Farnesina – ha posto in essere azioni che possano garantire una soluzione favorevole per ogni singolo detenuto e accelerare il rilascio degli altri connazionali».
Strategica, in questa partita, è l’incessante interlocuzione di Roma con il governo americano, con le numerose telefonate tra Tajani ed il collega Marco Rubio e Washington che ha garantito tutto il suo impegno.
Intanto, secondo l’ultimo rapporto della ong Foro Penal, nelle carceri venezuelane restano in Venezuela 863 prigionieri politici, 86 dei quali sono cittadini stranieri o possiedono doppia cittadinanza.





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