Diventa operativa in Italia dal 15 gennaio una nuova figura, l’Arbitro assicurativo, organismo italiano chiamato a gestire le controversie tra cittadini e compagnie assicurative senza il ricordo alla giustizia ordinaria. Si tratterebbe di uno strumento destinato, nelle intenzioni, a fornire risposte veloci e poco costose ai consumatori.

Ma sarà davvero così? O si tratterà di una ulteriore “tutela” per i colossi assicurativi, visto che l’Arbitro sarà – com’è giusto che sia – controllato dall’Ivass?

Se si riuscirà a tenere il passo con le discrete performances dell’Arbitro bancario, allora anche nel campo assicurativo potrà funzionare. L’ultima relazione della Banca d’Italia sull’andamento dell’Arbitro bancario, presentata a metà 2025 e relativa all’anno precedente, mostra che a fronte di circa 14.000 ricorsi presentati dagli utenti gli esiti sono stati nel 63% dei casi sostanzialmente a favore del ricorrente, considerando in questa percentuale anche i casi di cessazione della materia del contendere per accordo intervenuto tra le parti prima della decisione. Ma soprattutto, dato più rilevante, l’Istituto di Via Nazionale scriveva che «sono stati riconosciuti ai ricorrenti circa 16 milioni di euro, di cui quasi 10 già restituiti alla clientela».

Tornando all’Arbitro assicurativo – e nella speranza che possa realizzare analoghe performances – va detto che il suo campo di applicazione è più esteso rispetto agli altri organismi analoghi. I soggetti legittimati sono il contraente, l’assicurato, il beneficiario e il danneggiato, che può agire direttamente contro la compagnia assicurativa. La novità riguarda l’estensione dell’ambito di applicazione anche alla RC Auto: in caso di sinistro, il danneggiato potrà rivolgersi all’Arbitro assicurativo senza passare dal contraente della polizza. Tuttavia, nei casi di risarcimento diretto, come quando il danneggiato agisce contro la propria compagnia nella RC Auto o nelle polizze sanitarie, il limite è fissato a 2.500 euro.

E, a proposito di denaro, il costo per il ricorso all’Arbitro è davvero esiguo: solo 20 euro! L’assistenza legale può esserci, se il ricorrente lo preferisce, ma non è obbligatoria. Altra semplificazione riguarda infine la domanda. Il ricorso va presentato esclusivamente online, attraverso una piattaforma digitale dedicata. Ma, prima di accedere all’Arbitro assicurativo, il cittadino deve aver presentato un reclamo scritto alla compagnia o all’intermediario e aver atteso almeno 45 giorni per ricevere una risposta, o constatare il silenzio dell’azienda.

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