«Non ci sono parole per commentare l’invettiva del presidente americano sull’incontro con Giorgia Meloni. Non è chiaro quale logica, ammesso che esista una logica, le ispiri, ma seguono una dinamica che, a fasi alterne, colpisce i leader europei con attacchi che non fanno onore alla grande democrazia americana, alla quale siamo legati da un’alleanza storica e profonda. Sebbene allibita, resto però convinta che il rapporto euro‑atlantico sia più forte e solido dei picconamenti di Trump». Fra le tante, indignate reazioni all’attacco del presidente Trump a Giorgia Merloni, quindi all’Italia, abbiamo scelto di aprire con quella di Stefania Craxi, presidente dei senatori di Forza Italia.

Cosa è accaduto? Durante una conversazione telefonica con La7, il tycoon è tornato sull’incontro al G7 di Evian e, riferendosi alla presidente del Consiglio, ha detto: «Mi ha implorato di fare una foto con lei. Voleva una foto con me così tanto! L’avrei anche non fatta, ma mi è dispiaciuto per lei». Poi il tycoon ha rincarato la dose: «Non la voglio come fan, non c’era per Hormuz». Frasi che hanno provocato immediate, sdegnate reazioni, tanto che il vicepremier Antonio Tajani ha annullato la sua visita a Miami e il presidente della Repubblica Mattarella ha chiamato Giorgia Meloni. Anche Attilio Fontana, presidente della Lombardia, ha fatto sapere di aver annullato la missione prevista per la prossima settimana negli Stati Uniti per partecipare a un forum economico e ad alcune iniziative di promozione della regione. «Esprimo piena solidarietà al presidente del Consiglio Giorgia Meloni per le parole inaccettabili pronunciate da Donald Trump, che non riflettono il rispetto e la correttezza su cui devono fondarsi i rapporti tra capi di Stato e di governo. Le parole di Trump offendono la presidente Meloni e l’Italia», ha spiegato Fontana. Ma la solidarietà alla premier è arrivata sia da esponenti di maggioranza che delle opposizioni, oltre che da diversi leader stranieri.

«Chi attacca Giorgia, attacca tutti noi», ha tagliato corto in un post sui social il leader della Lega Matteo Salvini. La Lega, poco prima, aveva affidato la sua reazione a un post pubblicato sulle pagine social del partito. «Con tutti i fronti di guerra ancora aperti nel mondo, speriamo per poco, non è accettabile polemizzare con alleati e amici che si sono sempre dimostrati affidabili. L’Italia e il suo governo non implorano nessuno».

La presidente del Consiglio ha risposto a Trump con un video postato sui suoi social: «Sono allibita. Io e l’Italia non imploriamo mai. Dispiace che non abbia la stessa determinazione con i nemici dell’Occidente». Ma esprime anche preoccupazione a nome dell’Italia: «Certo che sono preoccupata, non credo sia finita qui”», avrebbe detto secondo quanto ricostruito dal Corriere della Sera. E lo staff della premier avrebbe sollevato dubbi sulla salute mentale del presidente Usa.
 

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