
«La partnership con l’India potrebbe essere utilizzata per la cooperazione in materia di sicurezza, come il supporto in Ucraina». Lo ha dichiarato l’Alta rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell’UE, Kaja Kallas in occasione della conferenza annuale dell’Agenzia europea di difesa. Sostanzialmente, secondo Kallas il libero scambio aprirebbe ad un nuova cooperazione bilaterale geo-politica per nuove relazioni internazionali, ma sarebbe anche una mossa in chiave anti-russa.
Le sue parole non hanno lasciato indifferenti molti osservatori, secondo i quali queste dichiarazioni dell’Alta rappresentante suonerebbero come una chiara sfida alla Federazione russa e al suo presidente, Vladimir Putin. «Chiedere all’India di sostenere Kiev vuol dire automaticamente schierarsi contro Mosca», è una delle voci che circolano. Altro bersaglio, la Cina che, secondo quanto detto da Kallas, starebbe aiutando Mosca nella guerra contro l’Ucraina. In ogni caso, bisognerà vedere se e fino a che punto il governo di Nuova Delhi vorrà stringere questo tipo di alleanza con l’UE in chiave anti-Cremlino. Anche perché è tuttora irrisolta resta la disputa territoriale tra Cina e India, circa 120mila chilometri quadrati di territori che entrambi i Paesi si contendono.
Staremo a vedere. Ma intantocon l’intesa UE-India l’Unione europea ha già calato l’asso, dopo quasi vent’anni di negoziati, instaurando una zona di libero scambio di quasi 2 miliardi di persone. I 27 Paesi dell’UE e l’India – ha spiegato Ursula von der Leyen nel suo discorso a Nuova Dehli – scambiano già beni e servizi per un valore superiore a 180 miliardi di euro all’anno ma, secondo le stime della Commissione europea, grazie all’accordo commerciale l’UE raddoppierà le esportazioni di merci verso l’India entro il 2032. «In un momento in cui il commercio è sempre più utilizzato come arma – ha sottolineato la presidente UE – questo accordo si baserà sulla naturale complementarità delle nostre economie». L’UE mette sul piatto la tecnologia, il capitale e l’innovazione, l’India le competenze, i servizi e le dimensioni.
L’Europa insomma risponde alle imposizioni di dazi americani e rilancia: prima con i Paesi del Mercosur, ora con l’India.





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