
E’ fissata per oggi, 5 febbraio, la scadenza del trattato bilaterale New Start, che dal 2010 aveva vincolato gli arsenali strategici russo-americani ad un tetto massimo di 1.550 testate schierabili e di 800 missili a lungo raggio e bombardieri pesanti. Ma sembra proprio che il presidente Donald Trump non abbia alcuna intenzione di rinnovarlo. Intervistato dal New York Times, aveva dichiarato, secco: «Il New Start? Che scada pure». E poi: «Negozieremo un accordo migliore». Con chi? Trump secondo fonti interne preferirebbe un’intesa trilaterale estesa alla Cina, balzata nel giro di pochi anni a 600 ordigni e proiettata verso le 1000 a fine decennio.
New Start aveva finora permesso più di 300 ispezioni congiunte in sito, per verificare il rispetto dei limiti, e oltre 20mila notifiche sui movimenti dei lanciatori. Ma pochi mesi fa, lo stesso Trump aveva ordinato una ripresa dei test nucleari nazionali e ribadito la centralità delle armi strategiche nei documenti dottrinari sulla politica estera, la sicurezza nazionale e la difesa.
Putin intanto non resta ad aspettare. In un colloquio telefonico col presidente cinese Xi Jinping, ha ribadito che Mosca è aperta «a una via negoziale che garantisca la stabilità strategica», aggiungendo che, scaduto il New Start, la Russia agirà «in modo misurato e responsabile, sulla base di un’analisi approfondita della situazione generale della sicurezza». Fatto sta che il ministero degli Esteri russo ha precisato che «le parti del trattato non sono più vincolate da alcun obbligo o dichiarazione simmetrica e la Russia è pronta ad adottare contromisure tecnico-militari decisive per contrastare eventuali minacce aggiuntive alla sicurezza nazionale».
Analoga la mossa di Trump, che ha dichiarato di aver avuto una telefonata “eccellente” con il suo omologo cinese Xi Jinping mercoledì, durante la quale i due hanno discusso di molti argomenti, dal commercio alla guerra in Ucraina. In cima all’agenda dei colloqui c’era la situazione in Iran, ma non si esclude che possano aver sfiorato anche l’argomento New Start.
Fanno paura, intanto, i numeri diffusi dalla Federazione degli scienziati americani, che stimano in9.614 le testate nucleari nei vari arsenali, per oltre quattro quinti russo-statunitensi. Quasi 4mila sarebbero quelle dispiegate e 2.100 fra quelle russe, statunitensi, cinesi, britanniche e francesi sarebbero pronte all’uso, nell’immediatezza di un ordine di lancio.





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