Probabilmente, nonostante i mesi di estenuanti tavoli e trattative fallite, un colpo decisivo alla Russia per spingere il Cremlino a deporre le armi potrebbe averlo inferto Elon Musk. Poche ore fa è arrivata la notizia che il magnate americano ha spento Starlink nell’area del combattimenti, mandando nel panico interi battaglioni dell’esercito russo. Tanto che Serhiy Beskrestnov, consigliere del ministro della Difesa, ha descritto la situazione come una catastrofe per l’esercito russo. Nelle scorse ore sono stati disattivati i servizi internet satellitari non solo nei territori ucraini occupati ma anche in alcuni distretti russi, creando non pochi problemi ai militari, specialmente a livello di precisione degli attacchi e dell’utilizzo dei droni. 

L’UE vara intanto l’ennesimo pacchetto – per la precisione il ventesimo – di sanzioni alla Russia. E’ stata la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ad annunciare le nuove misure. «La guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina raggiungerà presto i 1500 giorni – ha detto – ma nell’intero anno scorso, le forze russe hanno avanzato in media tra i 15 e i 70 metri al giorno, conquistando solo lo 0,8% circa del territorio ucraino, nonostante il tasso di vittime più alto mai registrato in un’offensiva militare dalla seconda guerra mondiale».

Il pacchetto di sanzioni è rivolto a 20 nuove banche russe e ad una serie di raffinerie in Russia «colpite dai raid ucraini per impedire il coinvolgimento di operatori dell’Ue nelle loro riparazioni». Nel mirino anche altre società coinvolte nella prospezione, nella trivellazione e nel trasporto di petrolio. Prevista poi una modifica delle norme relative al tetto massimo del prezzo del petrolio, per consentire la futura introduzione di un divieto totale dei servizi marittimi. Il pacchetto dovrebbe essere approvato entro il 24 febbraio. «Questo consentirebbe, ha aggiunto la presidente, di inviare «un segnale forte in vista del triste quarto anniversario di questa guerra: il nostro impegno a favore di un’Ucraina libera e sovrana è incrollabile. Anzi, se possibile, diventa ogni giorno, ogni mese, ogni anno più forte».

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