Le recenti previsioni economiche della Commissione europea, ma anche le rilevazioni Eurostat, mostrano che nel 2025 l’Italia ha raggiunto e superato la Francia nel PIL pro capite a parità di potere d’acquisto. Si tratta dell’indicatore utilizzato dall’Unione Europea per confrontare il livello di vita tra gli Stati membri. In particolare, la dinamica di crescita italiana nel biennio 2024-2025 è risultata più solida rispetto a quella francese, contribuendo alla riduzione di un divario che nel 2019 vedeva la Francia significativamente avanti in termini di PIL pro capite. Il riallineamento registrato nel 2025 fotografa dunque un’inversione di tendenza nel confronto economico tra Italia e Francia.

E questa non è l’unica buona notizia per il nostro Paese che arriva nelle ultime ore. L’Italia infatti, secondo anticipazioni dell’imminente Rapporto Eurostat sulle esportazioni, nel 2025, anno dei dazi, l’Italia è stata l’unica nazione ad aver chiuso l’anno in positivo: +7,2% e con un saldo favorevole di 34 miliardi. Gli altri risultano tutti in negativo, compresa la stessa Unione Europea. Ad esempio la Germania, principale esportatore europeo verso gli Stati Uniti, ha perso il 9,3% (pari a 15 miliardi di euro), il Regno Unito ha perso il 7%, la Francia ha perso lo 0,1%. L’Unione Europea ha avuto complessivamente una flessione del 4%, valore comunque meno pesante rispetto alle attese. La Spagna è intorno al -8%, il Regno Unito va giù del 7%.

Fra le regioni italiane si distingue la Campania, con 5,7 miliardi di export nel comparto agroalimentare: un risultato che premia il successo nel mondo della Dieta mediterranea, autentica leva strategica delle esportazioni.

Si aggiungano le performances italiane nei rapporti commerciali con la Germania, il nostro primo mercato e il paese con il quale le nostre imprese manifatturiere hanno le principali interconnessioni. Dopo la flessione degli ultimi due anni, secondo dati di Destatis (l’Istat tedesco), nel 2025 l’export italiano verso Berlino ha cambiato verso: +7,6%.

Di sicuro, il riallineamento registrato nel 2025 segnala una netta inversione di tendenza nel confronto economico tra Italia e Francia. «L’Italia – ha detto il vicepremier Antonio Tajani commentando il dato – vuole tornare ad essere una delle locomotive dell’Unione europea». Da questo punto di vista, «il rafforzamento del rapporto con la Germania, nel solco della visione originaria dei padri fondatori come Adenauer e De Gasperi, e l’impegno dei due principali Paesi manifatturieri dell’area euro per la crescita e la stabilità, rappresentano un elemento strategico per rilanciare l’economia europea. I dati confermano che l’Italia può svolgere un ruolo da protagonista in questo nuovo equilibrio europeo».

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