Ha preso il via oggi la riunione a Bruxelles la riunione dei Ministri degli Affari Esteri, cui è collegato il G7 del Commercio. Fra i partecipanti, gli USA hanno inviato il segretario per il Commercio Howard Lutnick. L’incontro rappresenta il primo punto di contatto tra le principali cancellerie europee e Washington dopo il nuovo strappo sulle tariffe di Donald Trump, a seguito della decisione della Corte Suprema.

Per l’Italia c’è il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che presiede anche la cosiddetta “Task Force Dazi”. Il suo compito è quello di moderare un incontro con 40 imprese italiane e circa 80 associazioni di categoria, per discutere della decisione presa dall’Amministrazione americana di rivedere temporaneamente i dazi. Si tratta ovviamente di un tema caldo, considerando l’impatto sul commercio internazionale delle politiche protezionistiche adottate dagli Stati Uniti e la revisione delle tariffe doganali, che potrebbe influire sui flussi economici tra l’Europa e gli Stati Uniti.

L’Unione, attraverso il commissario europeo per il commercio Maroš Šefčovič, chiede chiarezza giuridica. Va ricordato che l’Ue è legata a Washington da un patto commerciale, che era stato sottoscritto a  luglio dello scorso anno  dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen e da Donald Trump. Quell’accordo fissava i dazi sulle esportazioni dell’Ue al 15 per cento e impegnava il blocco a ridurre i propri a zero. Ma il Parlamento europeo ha opposto resistenza all’amministrazione statunitense, sostenendo che l’accordo firmato in Scozia la scorsa estate non è valido. Tanto che l’eurodeputato tedesco Bernd Lange, presidente della commissione parlamentare per il commercio internazionale, nei giorni scorsi aveva dichiarato che solleciterà i negoziatori a sospendere l’accordo. 

Secondo il vice portavoce della Commissione Olof Gill, «la piena chiarezza su ciò che questi nuovi sviluppi significano per le relazioni commerciali fra Stati Uniti e Unione Europea è il minimo indispensabile per consentire all’Ue di fare una valutazione chiara e decidere le prossime mosse».

I colloqui del G7 di Šefčovič precedono una riunione a porte chiuse degli ambasciatori dell’Ue per valutare le conseguenze degli ultimi sviluppi negli Stati Uniti. Alcuni Stati membri, tra cui la Francia, sono pronti a ricorrere allo strumento anti-coercizione del bloccoil cosiddetto “bazooka commerciale” che consente restrizioni sugli appalti pubblici, sulle licenze e sui diritti di proprietà intellettuale, se necessario, per respingere le pressioni esterne.

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