
Nel quarto anniversario della guerra il vescovo greco-cattolico Maksym Ryabukha, esarca di Donetsk, parlando da Zaporizhia dopo l’Angelus (vedi foto), ha ricordato quanto sia stato incisivo per il popolo ucraino l’impatto dell’appello lanciato da Papa Leone XIV. «L’appello del pontefice – ha detto – è stato riportato da molti media ucraini e tutto il nostro popolo, non solo i cattolici, ma anche gli ortodossi, i protestanti, gli appartenenti ad altre religioni e persino i non credenti, hanno sentito che il Santo Padre è accanto a noi in questo momento drammatico».
«Sentire la voce del Papa e ascoltare la sua preghiera al Signore – ha aggiunto il presule – per il popolo ucraino è un grande segno di speranza: la speranza di non essere dimenticati, di non essere relegati al secondo, terzo o decimo posto tra le preoccupazioni del mondo. È la consapevolezza che c’è ancora qualcuno che difende la verità e la dignità della vita umana. Per noi è molto importante percepire il sostegno del Papa, perché egli rappresenta una voce morale nel mondo politico e civile. Le sue riflessioni sono anche quelle di una grande parte dell’umanità, e questo ci fa sentire uniti, sostenuti, compresi. Ci dona speranza».
In queste stesse ore l’Unione europea si conferma il principale partner al fianco di Kiev, con un sostegno complessivo, tra istituzioni comunitarie e Stati membri, pari a 195 miliardi di euro. In particolare, sul piano umanitario l’Europa ha fornito 1,4 miliardi di aiuti e oltre 160mila tonnellate di beni di prima necessità, stanziando almeno 3 miliardi per la sicurezza energetica ucraina e la protezione temporanea accordata a oltre 4,3 milioni di rifugiati fino a marzo 2027.
Per coprire il fabbisogno di bilancio di Kiev, bilancio Ue ha mobilitato quasi 90 miliardi in assistenza economico-finanziaria, garantendo il pagamento di salari e pensioni e il mantenimento dei servizi essenziali. A questo si sommano i quasi 70 miliardi in aiuti militari e i 50 miliardi per il sostegno economico strutturale. Bruxelles prevede ora di stanziare ulteriori 90 miliardi tra il 2026 e il 2027, da rimborsare con i risarcimenti di guerra russi, benché l’Ungheria abbia già minacciato di porre il veto sul prestito e sulla nuova stretta economica contro Mosca. E ad oggi sono 19 i pacchetti di sanzioni approvati dall’Ue a danno della Russia, a cui si aggiunge il ventesimo, attualmente in fase di negoziazione tra gli Stati membri. Oltre a ciò, l’Europa ha stabilito il congelamento di circa 210 miliardi di attività della banca centrale russa nell’Ue e l’impiego dei proventi di questi asset per finanziare l’assistenza militare e finanziaria a Kiev.





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